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TRENTO. Fare chiarezza sul funzionamento dei consultori familiari del Trentino, sull'organizzazione delle interruzioni volontarie di gravidanza farmacologiche e sulla situazione degli organici. È questo l'obiettivo dell'interrogazione a risposta scritta depositata dalla consigliera provinciale Francesca Parolari, che chiede alla Giunta un quadro aggiornato dei servizi territoriali dedicati alla salute delle donne.
Nel documento la consigliera contesta la ricostruzione secondo cui l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sarebbe ormai pienamente attiva nei consultori del territorio. Secondo Francesca Parolari, infatti, la situazione sarebbe diversa e i consultori trentini soffrirebbero di una cronica carenza di personale, con una progressiva riduzione delle ore garantite dai medici ginecologi e la mancata sostituzione dei professionisti cessati dal servizio.
L'interrogazione punta l'attenzione anche sul percorso organizzativo adottato per la somministrazione dei farmaci. Secondo quanto riportato, la prima somministrazione avverrebbe in consultorio mentre la seconda sarebbe effettuata all'ospedale di Trento, costringendo le pazienti a spostarsi tra strutture diverse. Una procedura che, secondo Francesca Parolari, non risponderebbe alla logica di un servizio realmente territoriale e che sarebbe stata introdotta senza un adeguato coinvolgimento dei medici consultoriali.
La consigliera evidenzia inoltre le difficoltà organizzative dei consultori, tra spazi ritenuti insufficienti, problemi di privacy e disponibilità limitata dei ginecologi. Nell'interrogazione si sostiene che il nuovo percorso sarebbe stato attivato soltanto nel consultorio di Trento e che la sua introduzione rischierebbe di ridurre ulteriormente il tempo dedicato alle attività ordinarie di prevenzione, consulenza contraccettiva e assistenza ginecologica.
Francesca Parolari richiama poi il progetto approvato dalla Provincia autonoma di Bolzano, che dal 1° settembre 2026 garantirà la contraccezione gratuita ai giovani tra i 14 e i 25 anni e ad alcune categorie vulnerabili. Alla Giunta provinciale viene chiesto se intenda adottare un'iniziativa analoga anche in Trentino, rafforzando la prevenzione delle gravidanze indesiderate e i servizi offerti dai consultori familiari.
Con l'interrogazione Francesca Parolari chiede infine dati sull'attuazione del percorso per le interruzioni volontarie di gravidanza, sugli organici e sugli orari dei ginecologi nei dieci consultori del Trentino, sulle attività trasmesse al Ministero per il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza e sulle eventuali misure che la Provincia intende adottare per potenziare la rete dei consultori e introdurre la contraccezione gratuita sul modello altoatesino.


