TRENTO. La decisione della procura, su input della famiglia, è arrivata il giorno dopo le esequie: sul corpo di Giorgio Dal Trozzo, deceduto domenica a soli 35 anni, verrà effettuata l'autopsia. Il pm Giorgio Bocciarelli ha aperto un fascicolo a carico di ignoti con l'ipotesi di colpa medica.

Dal Trozzo, che dopo il diploma al liceo Rosmini era rimasto come volontario alle scuole serali per insegnare inglese e matematica, era in cura presso le Cure Palliative dopo la diagnosi di tumore di un anno fa. Aveva affrontato la malattia con molta tenacia, ma non è riuscito a superare l'ultima salita: è spirato il 20 luglio circondato dall'affetto di mamma Stefania, di papà Marco, delle sorelle Isabella, Caterina, Beatrice e Sara.

I familiari, sconvolti dal dolore, desiderano capire meglio cosa sia accaduto negli ultimi giorni e nelle ultime ore di vita del loro caro e, per questo motivo, si sono rivolti ad un avvocato. È stato presentato un esposto in procura, a seguito del quale è partita un'inchiesta per accertare se vi siano responsabilità mediche in merito al decesso del giovane.

L'autopsia verrà effettuata la prossima settimana, dando il tempo alla famiglia di valutare l'eventuale partecipazione di un consulente di parte agli accertamenti. Attesa nella prossime ore la nomina da parte della procura degli esperti a cui verrà affidato l'esame. Grande appassionato di calcio e di badminton, Dal Trozzo aveva dovuto interrompere la sua carriera sportiva. Dedicava tempo alla community online conosciuta durante il periodo della pandemia. «Era riuscito a legare attraverso un gioco online con dei ragazzi da tutto il mondo - ha ricordato la mamma - mi stanno scrivendo proprio in queste ore tantissimi suoi amici, anche dall'estero».

L'ultimo saluto a Giorgio Dal Trozzo è stato dato giovedì scorso, nella Sala del commiato al cimitero di Trento. Dopo l'autopsia avverrà la cremazione, come è desiderio della famiglia. «Ovunque tu sia, so che saremo insieme per sempre. Mi mancherà sentire la tua voce, ma sono certa che mi stai già guardando da lassù» sono le parole della sorella Isabella.