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TRENTO. Dopo la bike lane tra Mezzolombardo e Fai e quella in Val di Cembra, a brevissimo ne saranno realizzate altre tre sulle strade tra S. Michele e Faedo, tra Trento e Bosentino e tra Riva del Garda e Tenno. Non solo, altre 14 sono in programma e alcune di queste sulle grandi salite del Trentino. Ad annunciare la novità è stato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti nel corso della manifestazione «Sulla buona strada» promossa dal Comitato provinciale della Federciclismo insieme alla Fiab e altre associazioni. Una pedalata in centro, nonostante la pioggerellina, che ha riunito in piazza Fiera cittadini e ciclisti per chiedere maggiore sicurezza ed educazione sulle strade.
É partendo dal presupposto che la strada non è solo degli automobilisti, ma di tutti che il sindaco di Trento Franco Ianeselli sembra farsi scivolare di dosso le critiche sul restringimento di carreggiata in via Grazioli per lasciar posto alla ciclabile. Un esempio di come gli interessi di automobilisti, ciclisti e pedoni non siano sempre facili da bilanciare. «Si devono fare delle scelte partendo dal principio che le strade della città sono di tutti, e che quindi i ciclisti non devono chiedere il permesso per circolare. Stesso discorso per le zone 30. Se andassimo più piano, tutti saremmo più al sicuro. Vero che servono infrastrutture, ma bisogna puntare anche sull'educazione e un lavoro importante è quello portato avanti dalla polizia municipale con 2 mila ragazzi delle scuole della città».
Alla manifestazione, sabato, erano presenti anche i genitori di Matteo Lorenzi e Sara Piffer. Due giovanissime vittime della strada la cui prematura scomparsa ha fatto germogliare la consapevolezza del bisogno di intervenire per avere strade più sicure, trasformando la percezione del rischio e mettendo in primo piano la cultura della prevenzione. Proprio papà Lorenzo ha annunciato la nascita della fondazione Sara Piffer, che tra i vari scopi avrà proprio quello di continuare a battersi per una maggiore sicurezza sulle strade.
Le tragedie di Sara e Matteo, l'esempio e l'impegno dei loro genitori e quello delle associazioni, sono state ricordate dal presidente Fugatti che ha sottolineato il fatto che la creazione delle bike lane non è stata semplice. «Non tutti gli automobilisti sono d'accodo, ma credo che dobbiamo portare avanti questi progetti per i tanti ragazzi che fanno questo sport. All'inizio erano una sperimentazione, ma ora è un processo che il Trentino vuole anche perché, in vista dei Mondiali 2031 dobbiamo fare scuola, portando avanti progetti importanti come il percorso ciclabile a San Vincenzo con una pista ad hoc. Per quel progetto i tempi sono più lunghi, ma si farà».Sulla questione delle bike lane è intervenuto anche Gilberto Simoni, in veste di campione di ciclismo ma anche di genitore e direttore sportivo. «La sicurezza non è una questione che riguarda solo chi corre, ma anche i bambini che vanno a scuola in bici. È importante muoversi rispettando gli altri. Chiediamo più attenzione sulle strade che sono di tutti. Le bike lane non sono linee invalicabili ma segnali chiari per dire che la strada non è solo degli automobilisti. Arrivare cinque minuti prima non cambia la vita, ma arrivare a destinazione sì».Infine l'assessore comunale Michele Brugnara che ha sottolineato il fatto che la sicurezza stradale è un'emergenza e che le zone 30 consentono di aumentare di 6 volte la possibilità per un ciclista di uscire vivo da uno scontro con un'auto. «Per questo dopo Gardolo, Clarina e Mattarello arriverà la zona 30 anche ai Solteri. È la Comunità a chiederlo».
Così come chiedono più sicurezza e attenzione il presidente del Comitato della Federciclismo Renato Beber e Daniela Beraldi della Fiab che invoca anche l'attivazione di un tavolo per individuare ulteriori azioni che garantiscano la salvaguardia degli utenti vulnerabili della strada. Intanto appuntamento a maggio alle Albere con Bicincittà.


