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TRENTO. Più del 30% di case non occupate e un valore di sovraffollamento abitativo tra i più alti d'Italia. Questo il quadro regionale che esce dall'ultimo rapporto di Istat riferito al patrimonio abitativo dello «stivale». E tra i vari dati, per lo più critici, emerge anche un dato curioso: il Trentino-Alto Adige occupa il gradino più basso a livello nazionale rispetto alla quota di abitazioni occupate da famiglie coabitanti.
Le abitazioni occupate. A livello italiano il patrimonio abitativo nel periodo 2021-2023 è aumentato del 1% superando le 35,6 milioni di unità, con una maggior presenza al nord-ovest (9,7 milioni).
Dai risultati emerge che il 73,9% delle famiglie vive in case di proprietà, il 19,6% in affitto e il 6,5 in uso gratuito o altre forme. La presenza di affitto risulta essere più alta nel nord-ovest (21,6%) mentre il dato più elevato sulle dimore di proprietà se lo contendono il nord-est e le isole (entrambe a 74,9%).
A livello regionale sono Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto a guidare la graduatoria di maggior utilizzo del patrimonio abitativo (sopra il 78%).
Fanalino di coda della classifica al contrario la Valle d'Aosta con il 43,9%. Il Trentino-Alto Adige si colloca invece a metà "grafico" con un'occupazione pari al 67,8%, tradotto: più del 30% del patrimonio abitativo non risulta essere occupato da alcuna famiglia.
Il sovraffollamento abitativo. Tra i dati più interessanti del report quello riferito alla percentuale di abitazioni occupate in condizione di particolare disagio, ossia nelle quali una famiglia numerosa (con almeno 4 componenti) dispone di una superficie abitativa insufficiente. A livello regionale è la Campania che presenta il valore più elevato (circa 1,8%) seguita da Lazio e Sicilia (entrambe pari a 1,4%).
Al quarto gradino troviamo invece proprio il Trentino-Alto Adige che, insieme alla Toscana, presenta un indice di superficie abitativa critica pari al 1,1%. Molise, Friuli-Venezia Giulia e Umbria segnano, invece, valori molto contenuti (tra lo 0,3% e lo 0,4%) come pure Veneto, Sardegna e Abruzzo (tra lo 0,4% e lo 0,6%). Il dato ottenuto del Trentino-Alto Adige si conferma anche nell'incrocio tra il dato di criticità abitativa e quello di urbanizzazione.
Ad avere infatti il maggior numero di casi di sovraffollamento abitativo sono le piccole città e i sobborghi (tipici della regione) con più di 12 milioni di casi in tutta Italia. Le città registrano invece quasi 9,5 milioni di casi seguiti dalle aree rurali con circa 4,5 milioni.
Le famiglie coabitanti. Infine, tra i dati riportati dallo studio anche quello sulle abitazioni in cui vivono due o più famiglie distinte. In questo caso è proprio il Trentino-Alto Adige e collezionare la percentuale più bassa con una quota di case con famiglie coabitanti pari solo allo 0,7%. In coda alla classifica poco sopra anche la Valle d'Aosta e il Friuli-Venezia Giulia con una quota pari allo 0,8%.
Ad avere invece le percentuali più alte a livello nazionale per coabitazione sono il Lazio (1,6%) seguito dalla Sardegna e dalla Campania (entrambi a 1,5%). Ad aggiungersi a questo dato anche quello legato alle famiglie straniere. Sul fronte delle abitazioni occupate infatti da famiglie coabitanti, le percentuali più elevate di quante sono occupate da sole famiglie di stranieri si trovano in Toscana (16,7%), Emilia-Romagna (15,1%) e Lazio (13,7%).
I valori più elevati di abitazioni coabitate occupate invece da sole famiglie con più componenti (ad esempio due coppie di genitori con entrambi due figli a carico) si registrano in Campania (41,5%), Calabria (29,6%) e Sicilia (29,4%).


