E se il futuro grande impianto funiviario del Monte Bondone, anziché dall'area ex Sit, partisse da piazzale Sanseverino? È la novità dello studio di fattibilità predisposto da Trentino Sviluppo e che, entro agosto, dovrebbe essere presentato al sindaco Alessandro Andreatta e alla Giunta comunale del capoluogo. Lo studio è praticamente pronto, tradotto in slide e video per una illustrazione pubblica più efficace. Perché una trasparente informazione, nei confronti di popolazione e operatori economici, oltre che degli amministratori pubblici, è considerata un passaggio obbligato. 

Vero che in passato, per la stazione di partenza della funivia, si sono considerate diverse soluzioni. Anche l'area ex Zuffo, ad esempio. Ma piazzale Sanseverino è considerato dai tecnici di Trentino Sviluppo quella preferibile tra le ipotesi in sinistra Adige. Migliore ancora delle altre due soluzioni possibili prese in analisi: l'ex Sit, sempre ritenuta strategica perché collocata nel futuro centro intermodale che ospiterà la nuova stazione del progetto «Nordus», la ferrovia Trento-Malé-Marilleva trasformata in metropolitana nel fondovalle cittadino; e lo stadio Briamasco, che in ogni caso dovrà un domani essere spostato. 

Su piazzale Sanseverino è fallito un progetto: quello di realizzarvi la nuova biblioteca universitaria, alla fine sistemata nel quartiere «Le Albere». Quel progetto a firma Botta, prevedeva due piani interrati: uno ad uso biblioteca, l'altro a parcheggio per 260 auto. Ecco, l'eventuale stazione di partenza della Funivia Trento-Sardagna-Vason avrebbe a disposizione un parcheggio interrato adeguato, in grado nello stesso tempo di continuare a servire il centro città. Da qui, l'impianto a fune «staccherebbe» per Sardagna, con arroccamento in corrispondenza del parcheggio della Sativa, sul ciglio della cava, in corrispondenza di via Dineri. È considerata la soluzione tecnicamente più fattibile, per superare poi il paese di Sardagna evitando di sorvolare le case di abitazione. Da qui un balzo a Vaneze, quindi l'ultima tratta per Vason. Una quarantina di milioni di costo previsto. E, secondo la «fattibilità» studiata da Trentino Sviluppo anche analizzando i risultati di impianti analoghi - Malcesine, Renon, Aosta, Innsbruck, Siusi - in grado di generare non perdite, ma utili, oltre che indotto per l'economia cittadina e del Bondone. Di piazzale Sanseverino (320 posti auto, valore 5,67 milioni) che è oggetto della permuta in corso tra amministrazione cittadina, Provincia (Patrimonio del Trentino) e Università - è previsto che ritorni in proprietà al Comune - viene considerata la centralità, la vicinanza a piazza Duomo, al Muse, e non è lontano dalla stazioni ferroviaria e delle corriere.

Punto chiave è il fatto che, in ogni caso, dovrà essere rifatta l'attuale funivia di Sardagna, tecnicamente obsoleta. E trattandosi di trasporto pubblico, pubbliche saranno le risorse. È per la Sardagna-Vason che si prevede il coinvolgimento di capitali privati. Dice Dario Maestranzi , attivo consigliere delegato allo sviluppo del Monte Bondone: «Lo studio di Trentino Sviluppo dovrà integrarsi con il masterplan che sarà pronto in febbraio, marzo. È però chiaro che il Comune è chiamato alla pianificazione urbanistica. Sul punto ho già sollecitato il sindaco. Non si tratta, ora, di tirare fuori risorse, né di decidere tutto il tracciato, ma di porre le premesse urbanistiche perché un domani Trentino Sviluppo e la Provincia possano andare in giro per il mondo a cercare investitori privati».