TRENTO. La questione della sicurezza stradale in Trentino arriva in Consiglio provinciale. Con un’interrogazione a risposta scritta depositata in Consiglio provinciale, la consigliera Mariachiara Franzoia del Partito Democratico richiama l’attenzione su dati definiti «drammatici» relativi alla mortalità sulle strade provinciali. Nel corso del 2024, secondo i dati dell’Azienda sanitaria, si sono registrati 38 morti e 1.720 feriti, con una media di 12 accessi al giorno nei Pronto soccorso per traumi da incidente. Numeri che, secondo l’esponente Pd, configurano una vera emergenza di salute pubblica.


Il quadro appare ancora più critico se si guarda al trend di medio periodo. Tra il 2019 e il 2024 la mortalità stradale in Trentino è aumentata del 52%, un dato che allontana la Provincia dagli obiettivi europei di dimezzamento dei decessi entro il 2030. Franzoia sottolinea come, nonostante l’uso diffuso dei dispositivi di protezione individuale, permangano gravi carenze nella gestione della velocità e nella prevenzione attiva, trasformando molte arterie in tratti ad alto rischio.


Viene richiamata anche la risposta fornita dalla Giunta all’interrogazione n. 749 del 10 settembre 2025, nella quale si faceva riferimento alle riunioni dell’Osservatorio provinciale sull’incidentalità e alla razionalizzazione dei dispositivi di controllo della velocità. Obiettivi che, secondo la consigliera, risultano oggi smentiti dai dati. Particolare preoccupazione desta la tangenziale di Trento, teatro quasi quotidiano di scontri e tamponamenti legati al mancato rispetto dei limiti, con pesanti ricadute sulla sicurezza e sulla mobilità del capoluogo.


Con l’interrogazione, rivolta al presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, la Giunta viene chiamata a chiarire la mappatura aggiornata delle strade più pericolose nel triennio 2022-2024, il ruolo degli Osservatori in materia di autovelox e pattugliamenti, e le misure urgenti previste per la tangenziale di Trento. Franzoia chiede inoltre se la Provincia intenda istituire un Osservatorio provinciale sull’educazione stradale, sul modello dell’Emilia-Romagna, per garantire risorse strutturali agli enti locali e una prevenzione più efficace e capillare.