TRENTO. Hanno parlato venerdì davanti al gip del tribunale di Trento, Enrico Borrelli, in sede di interrogatorio di garanzia. Difesi dall’avvocato Nicola Canestrini, i due artigiani trentenni  - accusati di sequestro di persona e lesioni personali nei confronti di un imprenditore, dopo averlo caricato su un furgone all'ex area Zuffo -  avrebbero cercato di chiarire la loro posizione, parlando di un rapporto «di fiducia» con l'imprenditore che durava ormai da anni. Ma che negli ultimi tempi, a detta loro, «doveva loro dei soldi».

Decine di migliaia di euro, secondo la loro versione dei fatti, per i quali ancora non era stata emessa fattura. Il gip, al termine dell’udienza, si è riservato sulla revoca del provvedimento, come richiesto dalla difesa.

«Spiace constatare come, ancora una volta, vengano diffuse informazioni sub procedimento giudiziario ancora alle origini con elementi tutti da valutare - dichiara l’avvocato Canestrini - vengono peraltro diffusi dettagli del tutto irrilevanti ai fini della ricostruzione dei fatti, quali la presunta nazionalità degli indagati. Si tratta di un dato che non ha alcuna attinenza con la vicenda e che, peraltro, risulta anche inesatto, essendo gli indagati cittadini italiani».

Il procedimento giudiziario, sottolinea, «sarà la sede naturale per chiarire compiutamente quanto accaduto, inclusa la reale natura della denuncia, che presenta i tratti di un evidente tentativo del committente di sottrarsi al pagamento di lavori edili regolarmente eseguiti dai miei assistiti nel corso dell’ultimo anno. Parliamo di prestazioni per importi rilevanti, nell’ordine di diverse decine di migliaia di euro, che i miei assistiti hanno anticipato confidando in rapporti personali consolidati. A fronte del progressivo accumularsi di giustificazioni infondate, è stato richiesto un chiarimento diretto, nel quale lo stesso committente ha riconosciuto le ragioni dei miei assistiti, smentendo di fatto le precedenti affermazioni».

E aggiunge: «Non è casuale che venga contestata la fattispecie di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, che presuppone proprio l’esistenza di un diritto. Ciò conferma come la vicenda abbia origine in un credito reale e documentato. Sono in corso di acquisizione e produzione elementi probatori di natura documentale, contabile ed extracontabile, nonché materiale fotografico, video e testimonianze, che contribuiranno a una ricostruzione completa e oggettiva dei fatti. La verità, come sempre, emergerà. Senza gogna né strumentalizzazioni».