TRENTO - Il presidente di Csv Trentino Giorgio Casagranda si è detto soddisfatto dell'interesse che il pubblico ha mostrato verso la seconda edizione della "Piazza del Volontariato". Per quattro giorni, presso il padiglione di piazza Duomo, nella vicina "nuvola" e in altri luoghi della città, si sono svolti una trentina di eventi dedicati al vasto mondo del volontariato. L'obiettivo, ha indicato Casagranda, è esportare già dalla terza edizione l'evento fuori dai confini cittadini, per coinvolgere al meglio le realtà associative dell'intero territorio provinciale.

Casagranda fa una raccomandazione alla politica: «Il volontariato interviene lì dove i servizi pubblici non arrivano. La politica ne tenga conto, premiando opportunamente le associazioni attraverso la giusta contribuzione».

Presidente Casagranda, che bilancio fa della "Piazza del Volontariato"?

«Ci siamo confrontati con le realtà che sono rimaste durante tutti i quattro giorni, confermano che c'è stato un bell'afflusso di persone e un ottimo ricambio delle associazioni presenti. Sono stati toccati temi di grande interesse. Personalmente ho seguito diversi incontri e sono rimasto colpito da quello dedicato al volontariato d'impresa. Imprenditori che fanno tutt'altro nella vita si aprono all'esperienza del volontariato, è un aspetto da incrementare. Poi ho apprezzato il fatto che siamo riusciti a posizionarci "in mezzo" a due festival importanti (Il Trento Film Festival, terminato la settimana precedente, e il Festival dell'Economia in arrivo, ndr), riutilizzando le strutture già predisposte e comprimendo di conseguenza costi e sforzo operativo».

Durante un incontro con l'assessore Tonina, lei ha chiesto che siano discusse e approvate le leggi sul volontariato presentate in Consiglio provinciale. Che risposte ha avuto?

«La politica deve andare oltre all'apprezzamento verso i "bravi volontari". Ci devono essere dati i giusti strumenti legislativi capaci di aiutare il nostro mondo. Ho parlato con il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e si è impegnato a calendarizzare la discussione. Da tre leggi depositate probabilmente si scriverà un unico testo. Lo valuteremo e faremo le nostre considerazioni. Centrale dovrà essere il contrasto alla burocrazia e la semplificazione dell'accesso alla contribuzione».

La presidente dell'Associazione Pronti Qua Roberta Casagranda, che si occupa del sostegno alle persone con tumori cerebrali, ha raccontato al nostro giornale la difficoltà a far distribuire il loro materiale informativo negli ambulatori medici perché ci sono "troppi" uffici istituzionali a cui rivolgersi. È un esempio del sovraccarico di burocrazia che si vuole contrastare?

«Non c'è dubbio, quel materiale informativo deve arrivare alle persone interessate. Tanto è stato fatto per migliorare la comunicazione, a partire dall'app "Attivati" che punta al volontariato liquido dei giovani. Con un po' di sforzo anche dall'ente pubblico, si può fare un bel lavoro».

Dalla politica arrivano sempre parole di gratitudine e di elogio verso il volontariato. Non c'è il sospetto che questo doveroso tributo al volontariato serva a coprire il fatto che i servizi pubblici sono lasciati sguarniti? Per far valere un diritto, non ci si deve affidare al buon cuore delle persone.

«È verissimo. Spesso il volontariato fa supplenza verso le istituzioni laddove il servizio pubblico non arriva. Ma la pubblica amministrazione deve riconoscere questo ruolo, attraverso il conferimento dei giusti contributi. Ci sono tante associazioni che svolgono un impegno insostituibile e che però sono in difficoltà».

Quale obiettivo vorrebbe realizzato nella terza edizione della "Piazza del Volontariato"?

«Vogliamo ampliare la proposta di iniziative andando oltre alla città di Trento. La città è stata Capitale europea del Volontariato, fatto importantissimo di cui faremo un bilancio del 2029, ma per noi questo è un riconoscimento rivolto a tutto il Trentino».