TRENTO. Sicuramente la mossa di Francesca Gerosa, assessora e presidente provinciale di FdI, che è andata a parlare con Matteo Salvini a Pinzolo proprio mentre si consumava lo strappo interno alla Lega tra il Capitano e il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, che ha disertato il comizio e poi controvoglia ha salutato il leader senza rilasciare una dichiarazione né una foto, ha dato fastidio al governatore trentino (oltre tutto c’era anche il segretario provinciale della Lega, Diego Binelli).

Ma ancora di più ha indispettito il Patt che in risposta a Gerosa, che nell’intervista sull’Adige di ieri aveva svelato di aver parlato con Salvini anche della vicepresidenza della Provincia che Fugatti le ha tolto, ha sostenuto con una nota che: «Le dinamiche provinciali non si decidono a Roma». Definendo «curioso rivolgersi a un segretario nazionale per parlare del Trentino». Insomma, l’incontro tra Gerosa e il segretario nazionale della Lega viene stigmatizzato dal segretario del Patt, Simone Marchiori con la sua segreteria, che usa toni molto duri. «Il Patt - scrive - non ha mai messo in dubbio che i partiti nazionali abbiano mantenuto gli impegni presi fino ad oggi. Ne è un chiaro esempio il lavoro sulla revisione dello Statuto di Autonomia, un percorso che rappresenta una necessaria e importante mediazione fra le istanze del nostro territorio e quelle del governo nazionale».

Ma anche su questo evidenzia il ruolo del ministro leghista Calderoli. «Tuttavia, - sostiene Marchiori - appare quantomeno curioso che per parlare della situazione politica provinciale trentina, del nostro futuro e della presidenza della Giunta, si senta la necessità di andare a confrontarsi con un segretario nazionale. Essere autonomisti, per noi, significa una cosa molto chiara: ragionare solo ed esclusivamente nell'interesse del territorio, assumendosi le responsabilità a livello locale, senza che debba arrivare qualcuno da fuori a dirci cosa fare, a dettare la linea politica o, men che meno, a decidere chi sarà il candidato presidente».

Insomma, non esiste che si pensi di scavalcare Fugatti parlando con Salvini, come ha fatto l’assessora di Fratelli d’Italia, per risolvere le questioni interne alla Giunta.

E alla reazione di Gerosa alle parole dello stesso Marchiori che l’altro giorno aveva detto che Fratelli d’Italia non è un partito autonomista, mentre l’assessora sostiene che lo è eccome, il Patt ribatte: «Non è una questione di distribuire "patenti" di autonomismo, ma di metodo e di coerenza con la nostra storia. Sottolineare questo aspetto non significa sancire un’incompatibilità fra i partiti nazionali e le forze territoriali autonomiste; le due anime possono coesistere e collaborare. Tuttavia, esiste una differenza di fondo che è bene rimarcare. Ed è esattamente quello che è stato fatto nei giorni scorsi, ed è la linea che, come Patt e come forze puramente territoriali, continueremo a portare avanti con convinzione».

Il Patt si schiera dunque con Fugatti e FdI è avvertito: « Il Trentino, come terra autonoma, riesce a tutelare la propria specialità solo se il suo sistema di governo rimane il più possibile originale e, soprattutto, non appiattito sulle logiche e sulle dinam