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TRENTO. La Cgil del Trentino chiede alle istituzioni provinciali di impedire lo svolgimento del “Festival Ritorno a Camelot”, il raduno neofascista e neonazista annunciato in Trentino dal 3 al 6 settembre. Per il sindacato non sono sufficienti verifiche di carattere burocratico: serve una netta presa di posizione politica e istituzionale.
«È un raduno di persone che si ispirano ad idee naziste e fasciste, del tutto inconciliabili con le libertà democratiche e i valori che stanno alla base della nostra Costituzione e della nostra Autonomia», sostiene la Cgil. Da qui la richiesta alla Provincia di esprimere la propria contrarietà anche nell'ambito del Comitato per l'ordine pubblico, insieme alla commissaria del Governo. «Non si possono ammettere posizioni sfumate, accomodanti né ambigue».
Il sindacato sottolinea anche la coincidenza con le celebrazioni per gli 80 anni dell'Autonomia, che vedranno in Trentino la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Di fronte a questo appuntamento e alle idee illiberali e antidemocratiche che promuove non ci si può limitare ad un controllo formale degli adempimenti burocratici. Quelle idee sono contro la Costituzione».
Per la Cgil c'è infine una questione legata all'immagine stessa del territorio: «Ogni anno il Trentino spende milioni di euro per promuovere la propria immagine di terra di convivenza e inclusiva». Consentire un evento di questo genere, conclude il sindacato, produrrebbe «una contraddizione che non possiamo e non vogliamo permetterci».


