TRENTO. Con un deciso balzo dei contagi e un ulteriore aumento delle ospedalizzazioni, il Trentino ce la farà a non diventare «zona arancione»?

Il presidente Fugatti, nella conferenza stampa di oggi alla quale non ha partecipato l’assessore alla salute Segnana, è ottimista. Anche se due parametri su tre sono fuori scala e la nostra provincia ha il più alto tasso di occupazione delle terapie intensive d’Italia.

«La nuova classificazione nazionale si fa il venerdì, su dati di mercoledì e giovedì. Se la situazione non dovesse precipitare improvvisamente nelle prossime ore, io credo che non diventeremo arancioni» ha detto il presidente.

Il suo calcolo parte dal fatto che due parametri sono completamente fuori scala in Trentino: «La determinazione della zona arancio – ha detto – si basa su tre fattori. Per quanto riguarda le terapie intensive lo abbiamo ampiamente superato, e siamo in vetta alla classifica nazionale. Per quanto riguarda l’incidenza del contagio, visto gli oltre 3 mila positivi di oggi, anche. Ma per le ospedalizzazioni  siamo ancora sotto la soglia».

Come è possibile? Fugatti illustra: «Abbiamo ad oggi 150 persone ricoverate, ma se a questo numero togliamo le 28 in terapia intensiva, abbiamo 122 pazienti ospedalizzati nei normali reparti. La soglia arancione scatterebbe a 155, ma noi detratte le rianimazioni, siamo a 122» dice Fugatti.

Secondo il presidente della Provincia «Anche per le terapie intensive siamo su numeri alti, ma teniamo presente che siamo un provincia piccola, e quindi anche poche unità in più o in meno, fanno cambiare sensibilmente la percentuale, perché anche pochi ricoveri incidono molto».