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TRENTO. Se non potrà ricandidarsi per la terza volta alla presidenza della Provincia, il nome del governatore Maurizio Fugatti potrebbe essere comunque presente con la riproposizione della «Lista Fugatti», quella che era stata la «lista del presidente» nel 2023 (prese il 10,73% dei voti poco sotto la Lega al 13,05% e FdI al 12,35%), in analogia con quanto intende fare in Veneto, il presidente Luca Zaia, bloccato dal limite di mandati.
La presenza di una lista Fugatti senza Fugatti permetterebbe di non disperdere un patrimonio di consensi legato alla figura politica più rilevante del centrodestra trentino, che ha portato la coalizione a conquistare per la prima volta la guida della Provincia nel 2018 e che ha saputo riconfermarsi aumentando i consensi nel 2023.
A delineare questo possibile scenario è lo stesso governatore in questi giorni in Primiero per qualche giorno di riposo, che è in attesa di capire se dopo l'udienza del 5 novembre la Corte costituzionale boccerà oppure dichiarerà la legittimità della legge trentina che consente un terzo mandato consecutivo per il presidente della Provincia.
Presidente Fugatti, ha deciso cosa farà qualora la Consulta dovesse bocciale la legge trentina sul terzo mandato?
Quando abbiamo approvato la legge sul terzo mandato nell'aprile scorso ho spiegato che non potevo dire ora cosa farò nel 2028. I trentini si aspettano infatti che il presidente pensi ad amministrare la Provincia. Poi, vediamo cosa dirà la sentenza. Noi, dal punto di vista giuridico siamo fiduciosi perché già nella sentenza sulla Campania il relatore ha fatto un passaggio sulle autonomie speciali che ci lascia sperare.
Se a novembre la legge venisse bocciata, però, sarebbe chiaro che Fugatti non potrà ricandidarsi, quindi si anticipano i tempi delle decisioni. In quel caso prenderebbe in considerazione una candidatura alle Politiche del 2027?
Dalla sentenza alle elezioni politiche mancherebbe comunque un anno e mezzo. Quindi vedrò. Io ho preso un impegno con i trentini per cinque anni e vorrei rispettarlo se ci saranno le condizioni per poterlo fare. L'auspicio è che possa accadere. Mi piacerebbe restare fino alla fine. Ma io non apro né chiudo nessuna porta.
L'eventuale sua candidatura alle elezioni politiche aprirebbe il problema, per una norma statutaria, di ripetere le elezioni provinciali due volte in una anno per uniformarsi alla Provincia di Bolzano. Non sarebbe questo un impedimento per lei?
Questo è un tema non indifferente che sicuramente c'è. Ma prima vediamo come vanno le cose.Nella coalizione la Lega in particolare sostiene che il centrodestra in Trentino sta insieme perché c'è Fugatti, che ne è il collante, anche se gli aspiranti leader già si stanno muovendo.
Teme che senza di lei la coalizione possa sfaldarsi?
Non so. Sarei eccessivamente presuntuoso a dire che Fugatti è l'unico collante della coalizione. So che abbiamo vinto per la prima volta nel 2018 con questa squadra, abbiamo rivinto nel 2023 e sono certo che saremmo molto concorrenziali se ci permettessero di ripresentarci nel 2028. Nonostante il calo di affluenza importante di 25.000 voti nel 2023, la coalizione ha aumentato i consensi di 5.000 voti. Un segnale politico di fiducia importante. Anche le ultime elezioni comunali non sono andate male per la coalizione, tolta Riva, dove è successa una cosa straordinaria - ma sono convinto che sarà dichiarato il buon operato di Cristina Santi - abbiamo vinto comuni come Pergine e Mori. Questa coalizione ha delle radici importanti su cui lavorare con o senza Fugatti come candidato presidente, perché questo dipenderà dalla sentenza e dalla coalizione.
Se le fosse impedito di ricandidarsi vorrebbe che fosse Achille Spinelli il suo "erede", visto che ha voluto riassegnargli il ruolo di vicepresidente della Provincia?Spinelli ha sicuramente le caratteristiche per fare un buon lavoro. Lui era il vicepresidente designato fin dall'inizio. Poi come andrà dipenderà dalle relazioni tra i partiti della coalizione e le civiche, che possono avere l'ambizione di fare anche altri nomi. Spinelli va bene ma ce ne sono anche altri. Certo, ci sono almeno Mattia Gottardi, Carlo Daldoss, Francesca Gerosa.
Potrei fare cinque o sei nomi anche della Lega, ma è del tutto prematuro fare nomi.
Comunque Spinelli è anche iscritto alla Lega.Eh (ride), vuol dire che la Lega ha tante carte da giocare.
Nel 2023 per la crescita della coalizione è stato determinante il consenso di FdI. Non pensa che il centrodestra non possa fare a meno di Fratelli d'Italia?
Non abbiamo la controprova di come sarebbe andata senza Fratelli d'Italia. Nel 2023 siamo riusciti ad attirare il Patt che non c'era. Se non avessimo governato in modo costruttivo non saremmo stati capaci di avvicinare il Patt. Comunque sarebbe difficile pensare a una coalizione senza FdI, se c'è una visione comune.
Non sembra che ci sia stata una visione comune in questi due anni e mezzo di governo insieme visto che ha addirittura revocato la vicepresidenza e alcune deleghe all'assessora Gerosa. È così?
Si lavora costantemente in modo positivo anche se su alcune visioni è servito il confronto, al netto del voto sul terzo mandato, in aula alla fine la quadra è stata sempre trovata. Credo che alla fine possa prevalere l'interesse generale comune sia da parte nostra che da parte loro.
Come immagina la sua coalizione nel 2028?
Se vogliamo allargare il consenso non dobbiamo spostarci a destra, perché lo spazio è già presidiato dai partiti. Dobbiamo radicarci sotto l'aspetto territoriale. Penso alle forze civiche, tra cui metto la mia lista del presidente, che l'altra volta nello stupore generale è stata capace di prendere tanti voti perché sa arrivare dove non arrivano neppure i partiti territoriali, perché è un voto quasi di opinione, di chi apprezza questa coalizione, guidata da quel presidente lì, come è stato in Veneto, Friuli e Lombardia, Io sono convinto che anche gente del centrosinistra abbia votato la Lista Fugatti.
La lista Fugatti avrà un futuro solo se sarai lei il candidato presidente?
Questo lo lascio discutere a chi oggi vi fa parte, ma il dibattito che c'è oggi in Veneto se fare o non fare la Lista Zaia, pur partendo dal presupposto che di Zaia ne nasce uno ogni vent'anni e con le dovute proporzioni, ritengo che possa essere un tema che si può porre anche qui. Non escluderei a priore questa lista a prescindere da chi sarà il candidato presidente.
Per difendere il patrimonio di consensi che fanno capo al presidente Fugatti come in Veneto a Zaia?
Sì, pur restando con i piedi per terra e sapendo che Zaia è un'altra cosa.
Quindi la lista del presidente Fugatti non confluirà nella Civica come proposto da Gottardi per un progetto comune?
Gottardi vuole ampliare il mondo civico, ma non dice che non devono esserci altre liste.
Quando ha tolto la vicepresidenza a Francesca Gerosa numerosi ministri di FdI sono sfilati a Trento minacciando ritorsioni. Ci sono state?
Io non ho sentito minacce, solo comprensibili valutazioni politiche.
Il Trentino riuscirà ad avere il Mondiali di ciclismo 2031?Dipende solo dalla capacità e potenzialità del nostro progetto. I 60 milioni ci sono e il sostegno del Ministero c'è.
Renato Beber, presidente del Comitato della Federciclismo dice che prima si dovrebbe pensare a un ciclodromo per bambini e ragazzi. Cosa risponde?
Il tema c'è. Noi abbiamo presentato al presidente di Federciclismo un anello intorno a tutti i 28 ettari dell'area di San Vincenzo. Ora stiamo valutando insieme al Comune di Trento il progetto. All'interno del centro sportivo, poi, faremo anche un'area per piccoli ciclisti. Ma ci vuole il tempo necessario.
Per cosa le piacerebbe che fosse ricordata la sua presidenza e cosa vorrebbe vedere realizzato più di tutto?
È vero che ho superato i 50 anni ma dire oggi per cosa essere ricordato mi fa un po' impressione. Comunque, ci ha dato molta soddisfazione l'aver portato a Trento la facoltà di medicina e poi penso che i trentini oggi ci chiedano di vedere una luce in fondo al tunnel sul tema del nuovo ospedale. Sono state difficili le settimane dopo la sentenza del Tar, ma poi il Consiglio di Stato ha rimesso tutto in pista. Questo è stato un sollievo. A febbraio-marzo il progetto sarà ultimato. Se devo guardare la cosa che davvero mi interessa è di arrivare a un piano definito e certo per realizzare l'ospedale nella prossima legislatura. Poi c'è la concessione A22, la Funivia Trento-Bondone, i temi sociali. Ma l'ospedale è la priorità.
C'è stata l'elezione di Michele Cereghini nuovo presidente del Consiglio delle autonomie ma alcuni sindaci a lei vicini hanno contestato al scelta del vice Paolazzi perché del Pd. Ha vinto lo schema a lei meno gradito?
Non entro nel merito delle scelte del Cal che è autonomo. Ringrazio Paride Gianmoena per la collaborazione istituzionale che abbiamo avuto in questi sette anni. Ha saputo sempre tenere un filo conduttore con il sottoscritto. Al nuovo Cal faccio gli auguri, con la speranza che possa continuare allo stesso modo.
Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha teso la mano parlando dell'esigenza di collaborazione con la Provincia. Che rapporti ha con la giunta di centrosinistra della città?
Abbiamo rapporti istituzionali buoni al di là delle tematiche politiche ideologiche, su cui ci sono delle diversità. Ma su bypass, Funivia del Bondone e ospedale si va avanti bene.
Per tematiche politiche ideologiche cosa intende?
Sicurezza e migranti.
Dove sistemerete i richiedenti asilo quando chiuderà la residenza Fersina?
Abbiamo trovato una soluzione ma dobbiamo ancora parlarne con il Comune, insieme a questore e commissariato del Governo e mi sembrerebbe scorretto dirlo prima.
E il Cpr quando si farà?
Siamo alla fine del percorso tecnico burocratico. Ne parleremo nei prossimi mesi. Ma sarà a Trento per ragioni logistiche.
L'inceneritore?
Non è ancora definito dove. È tra le cose da fare.


