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TRENTO. Poche ore prima di mettersi in strada, con la sua amata bicicletta, Nicoleta Rusu, 41 anni, origini romene ma da anni residente a Palermo, aveva dedicato un pensiero alla tragedia di Adele Cobelli, la 14enne morta sabato scorso nell’incidente a Pressano.
Nicoleta aveva rilanciato sui social il commento di un amico che scriveva: «Quando ci passante accanto, spesso sfiorandoci, dovete sapere che noi non abbiamo carrozzeria o airbag. Abbiamo solamente una maglietta e la speranza che stiate guardando la strada. Io, e altri ciclisti, vogliamo solo tornare a casa, come voi».
Ecco, a casa Nicoleta non ci è più tornata. Quasi una beffa atroce del destino: dopo aver condiviso quelle parole e un pensiero per Adele, Nicoleta ha subito la stessa tragica sorte. Un folle sorpasso su una strada stretta e piena di curve, nonostante la striscia continua, poi lo schianto che ha ucciso sul colpo Nicoleta, che era in bici con un gruppo di amici. La tragedia è accaduta ieri a Pioppo, frazione di Monreale, sulla Statale 186. «L'abbiamo visto arrivare all'improvviso», hanno detto i tre uomini che erano con la vittima.
Tra cui il compagno, portato sotto choc al pronto soccorso dopo aver miracolosamente schivato il veicolo. Un altro dei ciclisti ha riportato lievi ferite. La Fiat 500X diretta a Pioppo e condotta da un 38enne, ha invaso l'altra corsia investendo i ciclisti diretti a Palermo. Negativo all’alcoltest l’automobilista.


