TRENTO. La consigliera provinciale del Pd Francesca Parolari chiede chiarimenti alla Giunta provinciale sull'aumento di 250 posti letto autorizzabili nelle Rsa, previsto dalla delibera n. 293 del 27 febbraio 2026. Al centro dell'interrogazione, la richiesta di garantire che l'ampliamento dell'offerta privilegi la rete pubblica, evitando una progressiva apertura ai privati.

Secondo Parolari, pur riconoscendo che il provvedimento punta a garantire una distribuzione equilibrata dei servizi socio-sanitari sul territorio, è necessario che l'assegnazione dei nuovi posti avvenga con criteri trasparenti e attraverso una programmazione che metta al primo posto il sistema pubblico. La consigliera evidenzia il rischio che, in assenza di una strategia chiara, il settore dell'assistenza agli anziani possa orientarsi verso una crescente privatizzazione.

Tra gli elementi che hanno spinto alla presentazione dell'interrogazione figura il progetto relativo all'ex Rsa Sacra Famiglia di Arco, acquistata da un soggetto privato con l'obiettivo di realizzare una struttura da 65 posti letto a libero mercato, non convenzionata. Secondo la consigliera, quei posti potrebbero rappresentare oltre un quarto del nuovo contingente provinciale autorizzabile, qualora rientrassero nel limite dei 250 posti fissato dalla delibera.

Parolari chiede quindi alla Giunta quali disposizioni operative siano state adottate dopo l'approvazione della delibera, se sia stata effettuata una ricognizione preventiva presso le Apsp pubbliche per verificare la possibilità di assorbire i nuovi posti e quante domande di autorizzazione siano già state presentate, distinguendo tra soggetti pubblici e privati.

L'interrogazione domanda inoltre a che punto sia l'iter autorizzativo per la nuova struttura di Arco, se i suoi 65 posti rientrino nel contingente complessivo e se sia stata svolta la verifica di compatibilità con il fabbisogno territoriale. Infine, la consigliera chiede alla Giunta di chiarire quale sia la strategia futura per l'assistenza alla non autosufficienza in Trentino, e se l'intenzione sia quella di continuare a investire nel sistema pubblico oppure di favorire un maggiore coinvolgimento degli operatori privati, anche attraverso strumenti come i voucher.