TRENTO. "È inutile dire che non riesco a immaginare i sentimenti che provate. Ma quello che cercheremo di fare, nel ruolo che ci è stato assegnato, noi istituzioni insieme, è quello di cercare di interpretare il nostro ruolo, il nostro percorso, il nostro passaggio rispettando Mattia, i suoi principi e i suoi valori. Quello che oggi è stato rappresentato bene nell'omelia, ma che si può leggere negli occhi di ognuno di voi che l'ha conosciuto e che gli ha camminato accanto". Lo ha detto il ministro allo sport Andrea Abodi ai funerali di Mattia Debertolis.

"Il compito che abbiamo è quello comunque di fare in modo che lo sport rappresenti una grande opportunità per tutti, ad ogni latitudine. Qua c'è la natura incontaminata, generosa, che rende le cose più semplici, più naturali. Ed è più semplice anche immaginare che tutto prosegua, partendo da questo luogo, che stamattina è un luogo di dolore, dispiacere, ma che domani tornerà ad essere un luogo di vita, sapendo comunque che Mattia davvero è qui, in mezzo a questi boschi". Abodi ha auspicato che si possa ricordare Mattia "nel modo migliore. Troveremo con la famiglia ogni occasione per farlo, rispettando lo spirito di Mattia, che la famiglia saprà rappresentarci nel modo più fedele".

"Ciao Mattia, sei stato bravo, hai dato tutto te stesso. Il fatto che siamo qui in tanti vuol dire che sei riuscito a trasmettere i tuoi valori a tanti, il tuo modo di fare, il tuo modo di eccellere, il tuo modo di rappresentare l'Italia, il tuo modo di essere protagonista". Lo ha detto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio. "E anche oggi vorrei dirti di continuare ad essere protagonista. Però purtroppo è successo qualcosa a cui non c'è spiegazione, non c'è un perché. Parlo da papà e parlo da nonno. È difficilissimo trovare la parole, ma dobbiamo portare avanti il ricordo, e l'impegno che a nome di tutto lo sport italiano prendo qui davanti a tutti voi insieme al ministro Abodi è quello di immaginare qualche cosa che continui a farlo vivere con noi. Un evento, un impianto, qualche cosa che lasci il segno e che sia un impegno costante perché lui viva ancora con noi. Bravo Mattia, un abbraccio forte, ti porto il saluto di tutte le atlete e gli atleti del mondo olimpico e paralimpico, perché ti siamo veramente vicini in questa corsa, che mi auguro abbia risposto anche negli ultimi momenti alle tue aspettative. Sei stato un orgoglio - ha concluso - per tutti noi".

"In questi giorni casualmente ero in queste valli e ho potuto conoscere quanto la comunità era legata a Mattia. Lui che in questa valle ha mosso i suoi primi passi nello sport che amava, e che in questa valle ha vinto titoli importanti. Oggi si vede tutto l'affetto di questa comunità che si stringe attorno alla famiglia e a Mattia". Lo ha detto il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti . "Il Primiero è una culla dell'orienteering a livello nazionale. Abbiamo tanti atleti a livello nazionale. E Mattia era uno di questi. Uno dei migliori, come dice la sua storia. Questa terra che ama questo sport, che ama la natura, era amata ancora adesso da Mattia. Il nonno era un rappresentante delle guide, delle aquile. Lui aveva iniziato fin da bambino, quando i suoi primi maestri di geografia gli spiegavano le cartine, ad amare questo sport e sua la particolarità. E questo lo ha reso importante a livello locale, nazionale ed internazionale". Lo ha ricordato, a nome di tutti i cugini, Elena: "A te, che stavolta hai scelto la cima più alta, non vogliamo dire addio, ma soltanto, come sempre, 'ci vediamo'. Ciao, Mattia, corri libero, e proteggici da lassù. E noi terremo vivo il tuo ricordo per sempre". Presenti anche tanti compagni di nazionale, come Riccardo e Sebastian: "Sei stato un grande compagno, una grandissima persona, un avversario in gara tante volte, ma finita la gara sei stato davvero un grande grande amico. Ogni qualvolta dovrò parlare di una persona buona, di una persona sorridente, di un grande amico, di un grande atleta, ovviamente, Matthew, parlerò di te", ha detto Riccardo. "La tua grinta nelle gambe, la concentrazione nella testa e il sorriso sulle labbra saranno sempre di ispirazione per tutti noi", ha aggiunto Sebastian. Alcuni compagni sono giunti anche dalla Svezia, dove Mattia sarà ricordato questa sera: "Non era solo uno dei più forti in squadra, ma era anche una fonte d'ispirazione e uno di quelli che sapeva fare più squadra", ha raccontato Veronica. "Ogni allenamento lo affrontava con grandissima serietà, con il freddo, con il ghiaccio e con il buio. Era sempre presente a tutti gli allenamenti". Alla fine della cerimonia, alcuni club hanno lasciato la loro maglietta accanto alla bara, per ricordare per l'ultima volta l'atleta trentino.