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TRENTO. Nei boschi trentini la stagione dei funghi fatica a decollare. Il caldo persistente e la mancanza di precipitazioni hanno rallentato la produzione fungina, lasciando delusi molti appassionati che nelle ultime settimane sono tornati nei boschi con i cestini quasi vuoti. Qualche segnale positivo arriva soltanto dalle zone interessate da temporali localizzati e dalle quote più elevate, ma per gli esperti è ancora troppo presto per parlare di una vera stagione. Le prospettive migliori restano concentrate tra la fine di agosto e soprattutto nei mesi di settembre e ottobre, quando il ritorno di piogge più regolari e temperature più miti dovrebbe creare le condizioni ideali per la crescita.
«La stagione, almeno fino a questo momento, sta andando male perché le temperature sono troppo elevate e il terreno è troppo asciutto», spiega Marco Donini, presidente del Gruppo micologico Bresadola di Trento. «Il fungo è soltanto il corpo fruttifero del micelio, che vive nel terreno. Per svilupparsi ha bisogno di un adeguato grado di umidità: quando il suolo rimane secco per settimane il micelio resta vitale ma sospende la produzione dei carpofori, aspettando condizioni climatiche migliori», afferma. Il Trentino, osserva Donini, presenta comunque situazioni molto diverse da valle a valle. Le aree meridionali, maggiormente esposte alle alte temperature e alla siccità, sono quelle che stanno soffrendo di più. Diverso il quadro nei boschi di alta quota e nelle zone dove sono transitati temporali ripetuti: qui il terreno riesce a trattenere più a lungo l'umidità e iniziano a comparire i primi esemplari. «Non basta però uno scroscio d'acqua isolato.
Servono precipitazioni distribuite nell'arco di diversi giorni. In questo periodo molti funghi iniziano anche a svilupparsi, ma il caldo successivo interrompe rapidamente la crescita e li fa disseccare prima ancora che riescano a completare il ciclo», precisa il micologo. Attualmente le raccolte rimangono limitate e riguardano soprattutto le specie tipiche dell'estate. Nei boschi più freschi è possibile imbattersi nel galletto o finferlo (Cantharellus cibarius), in qualche porcino (Boletus edulis e specie affini), nella mazza di tamburo (Macrolepiota procera) e in diverse specie di russule. Si tratta però di presenze localizzate, concentrate nelle aree dove il sottobosco ha conservato sufficiente umidità. Secondo Donini sono soprattutto i boschi oltre i 1. 600 metri di quota, in particolare quelli esposti a nord, a offrire le condizioni migliori. Qui l'escursione termica tra il giorno e la notte rimane più marcata e il terreno perde meno acqua rispetto alle quote inferiori.
La vera svolta, tuttavia, è attesa tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. «Storicamente è questo il periodo più favorevole alla crescita dei funghi. Se arriveranno piogge regolari e le temperature inizieranno a diminuire, il micelio potrà riprendere la sua attività e la stagione potrà ancora regalare raccolte importanti», conclude l'esperto. A esprimersi sull'andamento della stagione è anche Mauro Eccel, commissario capo della Polizia locale di Trento, impegnato anche quest'anno nel presidio del servizio di controllo micologico allestito in piazza Vittoria. «Per il momento la stagione sta andando male, perché il caldo non favorisce la crescita dei funghi.
Le uniche zone dove si trova qualcosa sono quelle interessate dalle precipitazioni delle ultime settimane. lo non vado a funghi, ma mi hanno riferito che nella Val di Sole, nella Val di Fiemme e sull'altopiano di Vezzena, dove i temporali hanno creato condizioni più favorevoli, i funghi stanno iniziando a crescere», spiega il commissario. Le prospettive, tuttavia, restano positive. «Ci aspettiamo che la situazione possa migliorare non appena arriveranno precipitazioni più abbondanti e il clima diventerà più fresco. Storicamente il periodo migliore è dalla fine di settembre», conclude Eccel. Con l'avvicinarsi di settembre il consiglio degli esperti è quindi quello di non lasciarsi scoraggiare da un avvio di stagione sottotono. Se le prossime settimane porteranno piogge regolari e temperature più miti, la stagione potrebbe ancora regalare soddisfazioni nei boschi trentini.


