PHOTO
È stata, quella di ieri, certamente la giornata più lunga per quella parte della città interessata allo sgombero per il disinnesco delle due bombe rinvenute alle «Fucine». Una giornata lunghissima, in quanto i due ordigni hanno dato non pochi problemi alla squadra di artificieri, che ha costretto fuori casa circa 1300 persone fino alla tarda serata, anche se coloro che non avevano amici e parenti presso i quali trascorrere la giornata, hanno trovato ospitalità nelle mense della «Tecnofin strutture» in via Zeni e alla «Risto 3» di via Matteo del Ben, convenzionate appositamente col Comune e presso le quali chi voleva poteva consumare i pasti a spese dell'ente pubblico. L'operazione bomba era dunque iniziata prima delle 8 con lo sgombero delle abitazioni racchiuse nel perimetro «off limits», mentre mezz'ora dopo i 12 posti di blocco hanno cominciato a dirottare il traffico verso strade alternative.
Mentre i tecnici militari e civili dipendenti del IV Reparto rifornimenti di Verona continuavano nel loro lavoro preparatorio attorno alle 4 spolette (2 per bomba) si dispiegava tutto l’apparato della «Protezione civile» con un centinaio di persone mobilitate ed una apposita «sala operativa» veniva allestita presso la caserma dei vigili del fuoco.
Le varie iniziative erano coordinate, ognuna per il settore di competenza, dal vice questore Mario Caruso, dal cap. Giorgio Mameli dei Cc, dal cap. Marco D’Arcangelo dei Vu, dal ten. Antonio Macagnan della Gdf, dall’ing. Broz della «Protezione civile» comunale, dal geom. Claudio Battisti dei Vf. Su tutto vigilava attenta l’assessore al ramo Manuela Bruschetti. Sulle bombe, al comando del direttore lavori ten. col. Corrado Ferrazzini del Genio militare di Padova e del magg. Umberto Stefenelli del IV Reparto rifornimento di Verona, c’erano i marescialli Pasquale Paladino e Francesco Franco della Polveriera di Marco, con i tecnici civili Bruno Perottoni, Italo Capobianco ed Ilario Dal Pez. A questi uomini è toccato il compito di «domare» le due bombe, una da 1000 libbre (5 quintali) e l'altra da 1500 libbre (7,5 quintali).
Questo, per sommi capi, il diario delle operazioni: Ore 9.55 fine della ricognizione aerea da parte del dott. Caruso per accertare che il poligono sia sgombero; ore 9.56 inizio del trasporto della prima bomba, sollevata da un escavatore, fino all’apposito cratere riparato; ore 10.15 fine trasporto; ore 10.36 inizio disinnesco; ore 11.05 asportazione della prima spoletta mentre viene comunicato che la seconda resiste e si inizia ad estrarre il tritolo; 13.12, viene trovato esplosivo diverso dal tritolo e non identificato il che comporta un ulteriore ritardo; ore 13.55 alla Baldresca nei pressi del poligono di tiro, in zona interdetta, viene avvistata una «Clio» nera senza conducente, che viene però rintracciato cinque minuti dopo da una «volante» della polizia ed allontanato; ore 14.20 al posto di blocco in fondo a viale Vittoria viene segnalata una persona, una «volante» rintraccia poco dopo uno sportivo che pratica jogging; ore 14.50 si inizia a «lavorare» la seconda bomba, ma vi sono difficoltà con la spoletta tanto che si ricorre all’acido per bucarne l’involucro.
Ore 16.04 estratta una prima spoletta, la seconda resiste e si inizia l’evacuazione dell’esplosivo. Ore 17 viene bloccato un automobilista alticcio che aveva forzato un posto di blocco; ore 17.56 una luce accesa al civico 29 di via Da Vinci costringe ad una verifica: era un ignaro cittadino che fuori città da una settimana non sapeva nulla ed era entrato in casa; ore 18.24 brillamento voluto di una prima spoletta; ore 18.45 anche la seconda viene resa innocua; ore 18.56 fine delle operazioni. Suona la sirena del giorno più lungo; quasi 12 ore di tensione per l’intera città.
Tutto è filato liscio grazie alle professionalità degli artificieri, alla perfetta organizzazione di tutti i servizi ed alla pazienza dei cittadini. Per tutti, ed in particolare per questi ultimi, è giunto in serata il ringraziamento del sindaco Pietro Monti.


