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SARNONICO. «Jacopo (a destra nella foto con i fratelli) era contento dell'esperienza di lavoro nella farm in Australia. Eravamo tranquilli anche se non lo sentivamo per giorni: "Se non ci chiama vorrà dire che va tutto bene" dicevamo in famiglia» racconta la sorella Miriam. Poi è arrivata la telefonata di Giuseppe, venerdì verso l'ora di pranzo: lo schianto a nord di Perth, i soccorsi, Jacopo che non ce l'ha fatta. La tragedia si è abbattuta all'improvviso, in un periodo sereno per la famiglia Martini: il primo nipotino, figlio di Miriam, nascerà a breve.
«Jacopo voleva tornare prima, proprio per vederlo» aggiunge Miriam che non lascia un attimo i genitori Carlo e Cinzia, addolorati come non lo sono mai stati, e tiene i contatti in Australia con l'altro fratello, Giuseppe, che la sera dell'incidente aveva cambiato programma. Jacopo Martini, 23 anni, il fratello Giuseppe, 26 anni, residenti a Sarnonico, e l'amico Luca Calliari, 24enne di Romeno, sono partiti lo scorso gennaio per trascorrere sei mesi in una fattoria nella zona di Perth, nel Western Australia. L'esperienza si stava per concludere e venerdì Jacopo, Luca e due ragazzi estoni con cui lavoravano avevano organizzato una festa di addio prima della partenza.
«Mio fratello Jacopo è bravo, è davvero un bravo ragazzo. Di lui rimarranno il sorriso e tanti bei ricordi» aggiunge Miriam commossa, misurando le parole, parlando al presente e dando prova che il dolore per la scomparsa di una persona cara non può e non deve cancellare i ricordi, la gioia dei momenti trascorsi insieme. Jacopo lascia un vuoto incolmabile nelle vite dei genitori e di quanti gli hanno voluto bene.
A Sarnonico lo stava aspettando la sua Sabrina, la ragazza che conosceva da una vita ed alla quale era legato da quando avevano quindici anni. «Cominciavano ad avere qualche progetto insieme, ma mio fratello teneva tutto un po' nascosto, non raccontava troppo di sé», ricorda Miriam. Le pratiche per il rimpatrio del corpo di Jacopo sono in corso, ma l'iter potrebbe essere lungo. «Parlano di due o tre settimane».


