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Walter Nicolussi Rossi guida con orgoglio e dedizione il corpo dei Vigili del Fuoco volontari di Luserna. A 48 anni, al terzo mandato come comandante, racconta con gli occhi lucidi la sua vocazione nata da bambino, quando insieme ad altri ragazzini portava acqua e panini ai pompieri che cercavano di domare un incendio sulla montagna. Tra loro c'era suo padre, e proprio da lì è sbocciata quella scintilla che lo ha portato a dedicare la vita al soccorso degli altri.
"È la mia seconda famiglia", confessa Walter parlando del corpo dei vigili. Un impegno totale, fatto di chiamate nel cuore della notte, di emergenze improvvise, di quella prontezza che in montagna può fare la differenza tra la vita e la morte.
Perché Luserna è un avamposto particolare: "Siamo come l'ultimo paese dei Galli", sorride il comandante, "30 km verso Asiago non c'è nessuno, 15 verso Lavarone non c'è nessuno, altri 15 verso Levico e Caldonazzo non c'è nessuno".
Il corpo conta oggi 17 elementi, con cinque giovani entrati negli ultimi anni e mezzo. "Una bella boccata d'aria fresca", commenta Walter Nicolussi, "vedere questi ragazzi motivati per qualcosa che funziona è bellissimo". Perché a Luserna il volontariato è ancora vivo, pulsante, capace di attrarre le nuove generazioni nonostante i tempi dei social e degli smartphone.
Non mancano i momenti difficili, come quando racconta dell'incidente nel qual un motociclista è morto dopo essere stato travolto da un capriolo, o della tempesta Vaia che ha sradicato centinaia di alberi. "Ancora oggi quando c'è vento nelle orecchie sento il crack crack delle piante che si spezzavano", ricorda a tal proposito con un brivido. Ma ci sono anche gli aneddoti che strappano un sorriso, come la chiamata all'alba per un aspide che aveva mangiato il canarino di una signora anziana.
La vita del corpo è fatta anche di sfide quotidiane, come la gestione delle emergenze in un territorio tanto vasto quanto impervio. "Abbiamo un pick-up con modulo trasportabile per l'acqua", spiega il comandante, "e un carrello polisoccorso che è praticamente una piccola officina mobile. Dopo anni di attesa, finalmente abbiamo anche una nuova autopompa, perché la vecchia era del 1972 e non passava più la revisione".
Ma non sono solo gli incendi a tenere occupati i vigili di Luserna. "D'inverno abbiamo spesso chiamate per automobili bloccate nella neve", racconta Walter. "La gente vede scritto 'vendita ricotta e burro' sulle malghe e non pensa che con un metro di neve gli animali non ci sono. Si avventurano lo stesso e rimangono impantanati". Come quella volta che hanno dovuto soccorrere un automobilista rimasto in bilico sulla neve ghiacciata, con le ruote che non toccavano né davanti né dietro.
Le nuove tecnologie portano anche nuove sfide. "Stiamo studiando come affrontare gli incendi delle auto elettriche", rivela il comandante. "Non è come spegnere un'auto normale. Ci vuole una formazione specifica, attrezzature particolari. Persino le mountain bike elettriche possono essere pericolose: una batteria può incendiarsi ore dopo una caduta".
La preparazione è fondamentale: tutti i vigili sono formati per l'uso del defibrillatore, che negli ultimi tre anni hanno dovuto utilizzare otto volte. "Cerco sempre di migliorare", spiega Walter, "quando succede qualcosa, la volta dopo cerco di evitare lo stesso sbaglio del minuto di ritardo". Perché in montagna quei minuti possono essere cruciali, soprattutto quando l'ambulanza più vicina è a venti minuti di strada.
Il comandante parla sempre al plurale: "Noi a Luserna, noi come corpo". Perché il volontariato è prima di tutto spirito di squadra, abnegazione, senso di appartenenza. Come quando durante la tempesta Vaia hanno lavorato ininterrottamente per liberare le strade, o come quando affrontano gli incendi nelle malghe isolate, raggiungibili solo dopo chilometri di strade sterrate.
"Papà mi ha sempre detto: il paese è piccolo, se non ci siamo noi le persone hanno bisogno, non c'è nessuno. È meglio che ci siamo noi", ricorda Walter Nicolussi con emozione. E così, turno dopo turno, emergenza dopo emergenza, i Vigili del Fuoco volontari di Luserna continuano a essere il cuore pulsante della comunità, pronti a rispondere a ogni chiamata, a ogni ora del giorno e della notte, con quello spirito di servizio che si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione.
In un'epoca di individualismi, la loro storia ci ricorda che esistono ancora persone disposte a mettere il bene comune davanti a tutto, a sacrificare il proprio tempo per gli altri, a rischiare la propria vita per salvare quella degli sconosciuti. Perché, come dice Walter, "quando indossi la divisa sei uguale a tutti gli altri, che tu sia giovane o vecchio, che tu sia comandante o vigile". È lo spirito del volontariato nella sua forma più pura e nobile.
La caserma, recentemente rinnovata, è diventata un punto di riferimento per tutta la comunità. Non è solo la base operativa dei vigili, ma anche l'unica sala che può contenere tutti gli abitanti del paese per le assemblee e gli eventi pubblici. Un simbolo di come il corpo dei vigili del fuoco sia profondamente intrecciato con il tessuto sociale di Luserna.
"Quando vedo i ragazzini del paese che, dopo aver assistito a un nostro intervento, dicono che appena compiuti i 18 anni vogliono entrare nel corpo, capisco che stiamo facendo qualcosa di importante", conclude il comandante. "Non si tratta solo di spegnere incendi o prestare soccorso. Si tratta di mantenere vivo quello spirito di comunità che nelle piccole realtà di montagna fa la differenza tra sopravvivere e vivere davvero".
COMANDO:
Walter Nicolussi Rossi (comandante)
Herbert Nicolussi Rossi (vice comandante)
CAPI SQUADRA:
Daniel Nicolussi Paolaz
Marika Bianchi Perugini
MAGAZZINIERE:
Giorgio Polidoro
VIGILI:
Alan Nicolussi Golo
Giacomo Castelletti
Giacomo De Sero
Gino Nicolussi Rossi
Giuseppe Saponaro
Luca Pastorello
Mattia Bosco
Moreno Nicolussi Paolaz
Riccardo Verona
Roberto Pedrazza
Stefano Fabris
Stefano Nicolussi Moz


