PHOTO
TRENTO - Il capo azienda non è "un giovane": con questa motivazione la Provincia ha negato il finanziamento ad un'azienda agricola della valle dei Laghi, nell'ambito del sostegno a favore dell'insediamento - appunto - dei giovani agricoltori previsto dal "Piano strategico nazionale della Pac (Politica agricola comune) 2023-2027. Come è stato accertato dagli uffici provinciali, l'azienda è nella mani di un ultranovantenne, il nonno.
A presentare la richiesta di contributo è stato il nipote (lui, sì, giovane) che risulta socio dell'azienda, ma senza disporre dei poteri previsti dal bando.
Il giovane agricoltore ha però voluto andare a fondo della questione e si è rivolto al Tar, ma il ricorso è stato ritenuto infondato.
L'istanza per ottenere le agevolazioni - riservate a soggetti con più di 18 anni e meno di 41 e insediati come capi azienda - era stata presentata il 30 gennaio 2024. La società agricola in questione è formata da sette soci. Il ricorrente detiene il 2% del capitale sociale, ma per la Provincia non può essere considerato capo azienda.
«Da un lato non assume il controllo effettivo e duraturo in relazione alle decisioni di amministrazione straordinaria inerenti la gestione, agli utili e ai rischi finanziari, anche se partecipa alla gestione corrente dell'impresa; dall'altro non può adottare atti vincolanti per l'impresa nei confronti di terzi» si legge nelle motivazioni del diniego ai contributi.
Non basta che il giovane abbia la rappresentanza legale e la delega bancaria sul conto corrente dell'azienda. Il ricorrente si era difeso evidenziando che «esclusivamente l'amministrazione straordinaria è riservata al socio amministratore (il nonno, ndr) senza che ciò, tuttavia, assuma rilievo ai fini della qualifica di capo azienda».
Per la difesa «l'assegnazione dei poteri di amministrazione straordinaria al nonno ultranovantenne, vale a dire il capostipite che ha fondato l'azienda, è un omaggio e riconoscimento a quest'ultimo e non inficia la partecipazione del giovane nipote al processo decisionale per la gestione della società». Il ricorso è però stato respinto.
[foto: archivio Ansa]


