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TRENTO. «Rispetto a quindici, vent'anni fa, si passa da periodi di forte umidità a periodi di siccità e questo rende irregolare anche la disponibilità di funghi nell'ambiente. C'è meno prevedibilità, legata agli eventi atmosferici». Il presidente del Gruppo Micologico «G. Bresadola» Marco Donini riflette sull'impatto che la crisi climatica ha sulla raccolta dei funghi anche nel nostro Trentino.
Ma le settimane concluse, umide e fresche, hanno portato buone soddisfazioni per i raccoglitori di funghi: «Fino alla settimana scorsa la raccolta è andata bene, il terreno sta usando tutta l'umidità che ha immagazzinato. Ora, con l'arrivo del gran caldo, terminerà la "buttata". In Trentino in generale la crescita micologica non manca, non solo per quanto riguarda i funghi mangerecci, ma anche quelli da non consumare e da utilizzare per fini di studio», ha indicato Donini.
Si è concluso da poco un corso di formazione per micologi, che ha visto partecipare 38 appassionati. È di poche settimane fa la decisione dell'amministrazione provinciale di alzare da due a tre chilogrammi la quantità di funghi mangerecci che il singolo cercatore può raccogliere.
Un incremento che non preoccupa Donini: «Il limite dei tre chilogrammi rimane dentro le prescrizioni della legge quadro, sarebbe stato diverso il discorso se il limite fosse stato alzato a quattro chili, come si credeva inizialmente. Non credo sia la raccolta fatta dalle persone oneste quella che depaupera l'ambiente. Il problema, piuttosto, è che i controlli sono insufficienti e chi vuole per davvero fare incetta di funghi in grandi quantitativi potrebbe farla franca. Le guardie forestali sono presenti, ma probabilmente in numero non adeguato per controllare tutto il territorio».
Un aspetto che invece preoccupa numerosi cercatori di funghi è la possibilità di incontrare gli orsi: «È un dato di fatto. Conosco personalmente amici dal Trentino occidentale che dicono di andare meno nel bosco o di non andare affatto», indica Donini.
In merito alle intossicazioni e agli avvelenamenti da funghi non edibili, Donini ha riferito di non avere notizia di incidenti recenti e che i cercatori oggi sono più guardinghi: «Raccomando però non avvalersi in via prioritaria delle "app" digitali che indicano la tipologia di fungo che si ha raccolto. Ci sono "app" valide per il riconoscimento delle specie botaniche, ma per i funghi serve prudenza. Inoltre, molti pubblicano foto del proprio raccolto sui social-network per chiedere pareri, anche questa è una prassi che sconsiglio assolutamente». Visto che in gioco c'è la salute e anche la vita, è opportuno avvalersi del parere degli esperti. Il Gruppo Micologico «Bresadola», insieme ad altre realtà, offre il consueto punto di controllo in piazza Vittoria a Trento, dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 10 del mattino. La raccolta dei funghi richiede prudenza: riconoscere le specie, rispettare le regole e consultare gli esperti è fondamentale per evitare rischi e comportamenti dannosi.


