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TRENTO. La prima buona notizia è che aumentano le prime visite specialistiche e gli esami diagnostici garantiti nei tempi previsti, cioè quelli indicati dal medico sulla ricetta del Servizio Sanitario Nazionale in base all'urgenza di salute del paziente: nei primi nove mesi di quest'anno, infatti, sono stati rispettati i tempi nel 70,3% delle prime visite e nell'86,4% degli esami diagnostici.
La seconda buona notizia è che il miglioramento è in gran parte dovuto alla crescita registrata negli ultimi mesi, settembre in particolare e che si spera che il trend ora continui. Meno belle le notizie sul fronte dei dati per le prime visite e gli esami più urgenti, ma analizzando bene la situazione non è così tragica come si potrebbe pensare a prima vista. Se infatti le prestazioni in Rao A garantite nei 3 giorni previsti sono in netta diminuzione, la percentuale sale notevolmente se si aggiungono quelle garantire in quattro giorni.
Sono questi alcuni dati del bollettino trimestrale sull'andamento delle liste di attesa predisposto dall'Agenzia nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), in base alla Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle liste di attesa aggiornata al 30 settembre, che permette di analizzare, mese per mese in ogni Regione, l'andamento delle prenotazioni e il rispetto dei tempi di garanzia per 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici. Va detto che quando si parla di rispetto dei tempi viene considerata la prima disponibilità proposta, quindi nel caso di Trento può essere anche Fiera di Primiero o Pozza di Fassa. Se il paziente rinuncia per le statistiche significa che l'Asuit ha dato la possibilità di usufruire della prestazioni ed è il paziente ad aver rinunciato.
Visite mediche
In generale la percentuale di rispetto dei tempi è del 70,3% in netto miglioramento rispetto allo scorso anno (66,5%). Se guardiamo solo il Rao A, dunque le urgenze, il rispetto è avvenuto nel 42% dei casi rispetto al 55,5% dello scorso anno. Un disastro, viene da pensare. In realtà se si somma la percentuale delle visite garantite in tre giorni con quelle garantite in 4, dunque sfornando di poco il tempo, si arriva al 68% quest'anno e al 67,5 lo scorso anno. Stessa cosa per i Rao B. In questo caso però il peggioramento è reale. La somma dei tempi rispettati con quelli sforati poco dava 63,8% lo scorso anno e 54,9% quest'anno. In pratica una prima visita su due data con priorità B sfora i tempi. Ma in quali specialità i tempi delle prime visite sono maggiormente rispettati? Al primo posto ci sono le visite oncologiche (93,9%). A distanza le visite dermatologiche (75,2%) e gastroenterologiche (72,5%). Fanalino di coda per rispetto dei tempi l'urologia con il 37,2%.Entrando però nel rispetto dei tempi nei vari Rao vediamo che analizzando le visite oncologiche si nota che per le prime visite a 10 giorni i tempi sono rispettati solo nel 56,2% dei casi che diventa 66% se aggiungiamo quelle garantite in 13 giorni, ma c'è una percentuale del 10% in cui i tempi si allungano fino a 90 giorni.
Esami diagnostici
Anche per quanto riguarda il rispetto dei tempi per gli esami diagnostici i dati vanno letti con attenzione. Per i Rao A, ad esempio, si è passati da un 75,9% di rispetto nel 2025 al 42% di quest'anno. Se aggiungiamo le prestazioni offerte entro 4 giorni, quindi con un giorno di ritardo, il calo è però meno evidente. Si arriva a un 72,7% nel 2026, dato comunque nettamente inferiore al 2025 quando si era raggiunto l'84%. Situazione analoga per gli esami diagnostici in rao B, ossia entro 10 giorni. Garantita nel 74,1% dei casi con lieve ritardo mentre lo scorso anno la percentuale era del al 75,2%. Permangono una serie di criticità. Per una ecografia ginecologica, ad esempio, la percentuale degli esami richiesti entro 3 giorni e che invece vengono garantiti in più di 4 è del 60% (era del 48% lo scorso anno) e se guardiamo il Rao B le cose non vanno meglio con uno sforamento di più di 3 giorni nel 57,4% dei casi. Per quanto riguarda le mammografie, i casi in rao U urgenti sono pochi mentre le richieste in Rao B sono state in 9 mesi quasi 700. I tempi sono stati sforati di oltre tre giorni sforati di più di 3 giorni nel 30,6% dei casi rispetto allo scorso anno quando la percentuale era rimasta sotto il 10%. Va peggio per le ecografie mammarie che in Rao B vedono sforare i tempi di più di tre giorni solo nel 49,6% dei casi. Percentuale di tempi fuori soglia elevati anche per le risonanze magnetiche all'addome in Rao B con un mancato rispetto dei tempi di oltre tre giorni nel 47,1% dei casi (era del 57,8% lo scorso anno).
Buona pratica
Nel suo comunicato stampa tra le buona pratiche segnalate da Agenas ce ne è una che riguarda la Provincia autonoma di Trento: si tratta della collaborazione tra Azienda sanitaria, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler per l'utilizzo di un prototipo di intelligenza artificiale denominato IntelliRAO, finalizzato a supportare i medici nella formulazione dei quesiti diagnostici e nell'attribuzione delle classi di priorità. Secondo Agenas, questo strumento, basato sull'analisi delle indicazioni cliniche e sulla loro coerenza con i Raggruppamenti di Attesa Omogenei (Rao), può contribuire a migliorare l'appropriatezza prescrittiva e a rendere più omogenea l'assegnazione delle priorità.
Classe di priorità P
Quando erano stati diffusi i numeri la scorsa volta dai vertici di Asuit e Provincia veniva evidenziato che c'erano regioni in cui il rispetto dei tempi era dovuto al fatto che la maggior parte delle prestazioni erano date in codice P, ossia entro 180 giorni. In effetti così è. Il Trentino attualmente i codici P sono il 43,3% delle prime visite. In Campania e Basilicata si supera l'80%. Virtuose Toscana, Piemonte ed Emilia con percentuali sotto il 10%.


