TRENTO. «Le due cose non possono stare insieme». Franco Ianeselli entra direttamente nel caso del raduno «Ritorno a Camelot», l’appuntamento organizzato dal Veneto Fronte Skinheads in programma dal 3 al 6 settembre a Pietramurata, e lo fa con una presa di posizione netta: insieme alla Giunta comunale di Trento ha aderito all’appello perché l’evento non venga autorizzato. E, se il raduno dovesse comunque svolgersi, annuncia che sosterrà il corteo di protesta.

Il sindaco affida a Facebook un intervento dai toni duri, nel quale definisce il Veneto Fronte Skinheads «una delle più vecchie organizzazioni neofasciste e suprematiste italiane» e richiama la storia e i riferimenti dell’organizzazione. «Questa gente inquietante e non di rado violenta ha programmato di passare un weekend lungo in Trentino», scrive Ianeselli, riferendosi al raduno che dovrebbe tenersi a Pietramurata.

Ma nel suo intervento il sindaco sposta soprattutto l’attenzione sulla coincidenza temporale tra il raduno e le celebrazioni per gli 80 anni dell’accordo di Parigi, che porteranno in Trentino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È qui che, secondo Ianeselli, emerge una contraddizione che non può essere ignorata.

«Come ha scritto lo storico Francesco Filippi, delle due l’una: o si legittima la festa nazifascista o si celebra la festa antifascista dell’Autonomia, figlia della democrazia e della libertà conquistate grazie alla Resistenza partigiana», scrive il sindaco. E aggiunge: «Le due cose non possono stare insieme».

La presa di posizione arriva mentre sul raduno continua il confronto tra istituzioni e forze politiche. Il nodo è quello dell’eventuale autorizzazione dell’iniziativa e delle condizioni di sicurezza legate a un appuntamento che, secondo gli organizzatori, dovrebbe richiamare partecipanti anche dall’estero.

Nei giorni scorsi sindacati, associazioni e rappresentanti politici hanno chiesto alle autorità di impedire lo svolgimento del raduno. La mobilitazione è arrivata anche sul territorio: a Dro un centinaio di persone ha manifestato contro l’iniziativa, chiedendone l’annullamento.

Ora arriva anche la presa di posizione del sindaco di Trento, che non si limita a esprimere contrarietà. Ianeselli indica infatti anche quale sarà il suo atteggiamento nel caso in cui il raduno venga confermato: «Se il raduno si farà, darò il mio sostegno al corteo di resistenza democratica a Pietramurata».

Un annuncio che lega direttamente la vicenda alla memoria della Resistenza trentina. Nel finale del suo messaggio, Ianeselli cita «Pasi, Manci, Ancilla Marighetto, Clorinda Menguzzato», figure della lotta contro il nazifascismo, e chiude con un riferimento alle nuove generazioni: «Soprattutto, pensando al futuro dei nostri figli».

Il caso, dunque, resta aperto. Il raduno è previsto a Pietramurata dal 3 al 6 settembre, proprio nei giorni delle celebrazioni per l’Autonomia. E mentre prosegue il confronto sulla possibilità di autorizzare l’iniziativa, la mobilitazione politica e civile contro «Ritorno a Camelot» si allarga ora anche a Trento e alla sua amministrazione comunale.