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TRENTO. "Chi, come la presidente del Consiglio, aveva detto che se vinceva il no gli stupratori e i pedofili sarebbero stati liberi di circolare, si è meritato questa risposta del Paese. Sono stati coloro i quali hanno parlato in questo che che hanno politicizzato il quesito", ha dichiarato Franco Ianeselli, il sindaco di Trento, dove i “no” hanno superato il 60%. "Trento - ha proseguito - ha dato un risultato forte, ma anche in Trentino, che è governato dal centrodestra, ha vinto seppur di poco il no".
"Ha vinto il no a una riforma imposta dalla maggioranza e dunque politicizzata fin dall'inizio. No agli attacchi sguaiati alla magistratura e alle minacce di epurazione dei giudici scomodi. No alle previsioni farlocche di chi assicurava che la vittoria del sì avrebbe portato in galera i criminali di ogni risma, mentre la sua sconfitta avrebbe liberato stupratori e pedofili", ha commentato.
"La valanga di voti contro la riforma della giustizia è stata messa in moto non solo dal testo, ma soprattutto da un contesto che lasciava presagire finalità diverse da quella della separazione delle carriere. Di fronte a questo scenario opaco, il Paese si è mobilitato oltre le previsioni, a dimostrazione che quando la posta in gioco è alta, si va alle urne anche se splende il sole. Non lasciamo che questa passione si disperda, che la vitalità della nostra democrazia sia un episodio isolato", ha concluso.


