PHOTO
TRENTO. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, si muove con grande cautela sulla questione dell'inceneritore: né una posizione aprioristicamente contraria, ma nemmeno adesione a cuor leggero. Il sindaco vuole leggere i dati, vuole riflettere e chiama l'Egato (l'ente preposto a gestire i rifiuti) a svolgere il suo ruolo.
Sindaco, la sua è prudenza o attendismo?
«Voglio riflettere. Anche in delicate vicende del passato ci siamo mossi così. Penso all'acquisizione delle centrali idroelettriche da parte di Dolomiti energia, è stato l'approccio dell'amministrazione: lavorare sui dati. Anche in questo caso non saremo contrari a prescindere. Ho letto che c'è chi dice che non si può fare l'inceneritore perché le tonnellate di residuo sono solo 50 mila, la metà della possibilità dell'inceneritore. Ma i conti vanno fatti bene, perché ci sono anche i rifiuti speciali, i rifiuti dello spazzamento stradale, i rifiuti ingombranti, da sommare. E i conti vanno fatti bene da tutte le parti, perché non si può risolvere solo con le slide che ci ha presentato la Provincia. C'è una delibera consiliare che dice di approvare la migliore tecnologia e una norma che prevede l'Egato per analizzare i dati. Mi rendo conto che non coincide con la tempistica di chi dice che deve esserci una risposta subito».
Dal punto di vista sanitario la convince quello che dice Appa?
«Mi paiono convincenti le spiegazioni di Appa. È vero che dobbiamo preoccuparci più del traffico e del riscaldamento domestico. Non c'è coerenza in chi non vuole l'inceneritore e poi chiede più parcheggi e di dare maggiore spazio alle auto private. Ma dobbiamo concentrarci su come costruiamo per ridurre le emissioni, su come ridurre i fumi dei trasporti».
Lei insiste sull'aspetto economico: è un punto critico.
«Siamo interessati fino a un certo punto alla questione etica. Pensiamo all'A22: anche quello è un sevizio che inquina, ma lo accettiamo. E poi c'è una questione legata alla localizzazione. Siamo sicuri che Ischia Podetti sia la soluzione migliore? E chi paga la costruzione del teleriscaldamento? Tutte questioni su cui l'Egato dovrà intervenire. L'Egato serve a questo, in attesa della nomina del presidente. Noi abbiamo espresso Marco Merler, figura che mi pare di assoluta autorevolezza».
C'è una alternativa a questa chiusura del ciclo dei rifiuti?
«Dobbiamo capire dal punto di vista economico se è più conveniente averlo sul territorio oppure se puntare sull'export. Ma se vogliamo chiudere il ciclo allora non faccio nemmeno passare i tir. Non lo dico per prendere tempo, si dovrà fare una scelta e se impianto s'ha da fare, si farà».
Ci saranno misure compensative per il Comune di Trento?
«Nelle slide della Provincia si parla di un milione di euro l'anno, che non sarebbe sufficiente, ma non è momento di fare negoziati su questo».
Ma in sostanza non condivide l'idea di Fugatti che l'inceneritore è anche una questione etica? Cioè che l'autonomia deve farsi carico dei suoi rifiuti?
«La questione etica non è la più convincente, con l'autonomia abbiamo grande risorse e con le merci che passano sull'A22 abbiamo emissioni nocive. Allora in termini etici sarebbe da chiudere. Ma se parliamo di autonomia bisognerebbe fare un ragionamento come autonomia regionale. Non voglio dire che quello etico è un argomento risibile, dico che l'inceneritore deve essere conveniente per le tasche dei cittadini».
Realisticamente i tempi quali saranno?
«Io spero il prima possibile, nell'arco di qualche giorno. Importante che ci sia piena operatività. Ho fiducia nell'Egato, che rappresenta i territori».
Ma si rinnova un conflitto Provincia -Comune di Trento su questa vicenda?
«Se c'è da parte di tutti un atteggiamento di confronto sui dati senza pregiudiziali, se non si pensa di aver risolto tutto solo perché si è fatta una conferenza stampa, non c'è conflitto. Sapendo che sul termovalorizzatore c'è un consenso alto nella popolazione, la gente lo vuole e la "pancia" dice "lo facciamo a Trento", ma per i territori interessati è più complicato. Il punto sono i fumi, questione che va gestita con la massima cura».
Dai dati però l'abbassamento dei costi delle bollette non sarà rilevantissimo: tra il 5 e il 10%…
«È proprio la questione su cui servono le verifiche. Credo che l'impianto abbia senso se questo produce un risparmio. Se la questione è solo etica, onestamente è un argomentazione che convince a metà».
La vicenda arriverà in consiglio comunale?
«Ne discuterà. Vorrei però dire che la cosa che colpisce è che storicamente il termovalorizzatore lo voleva il centrosinistra eFugatti faceva manifestazione contro. Ecco, non vorrei che si fosse a favore quando si sta al governo. Ragioniamo sui dati, in maniera non ideologica».


