TRENTO. È ancora difficile capire quali dei 32 progetti per circa 2 miliardi di euro presentati l'anno scorso dalla Provincia di Trento per accedere ai soldi europei del Recovery Fund hanno speranza di essere presi in considerazione, ma ieri, dopo il confronto avuto a livello tecnico in alcuni ministeri e aver sentito le parole del premier Mario Draghi in Conferenza Stato-Regioni, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, è tornato da Roma rinfrancato e convinto che anche il Trentino potrà beneficiare di queste importanti risorse per investimenti significativi.

Con lui c'era anche l'assessore provinciale alla ricerca e alle attività economiche, Achille Spinelli.«Un dato importante - esordisce Fugatti - è che il premier Draghi ha posto l'accento sul coinvolgimento dei territori, Quindi prima verrà fatta un'analisi generale su quali settori investire le risorse e poi inizierà il dialogo con i territori. Penso che entro il 20 dovremmo avere un quadro più chiaro perché entro il 30 aprile il Piano nazionale va presentato in Europa».Venendo al merito dei progetti che più interessano il Trentino e sembrano avere maggiori chance di finire tra quelli finanziati il presidente Fugatti indica quelli relativi alla «tecnologia digitale e l'innovazione digitale».

«La digitalizzazione della pubblica amministrazione - spiega il presidente della Provincia - ci sembra di aver capito che è uno dei settori di intervento che nei vari ministeri è molto sentito, così come le tematiche legate alla riqualificazione ambientale. E noi abbiamo vari progetti in entrambi questi settori. Mentre per quanto riguarda le infrastrutture c'è meno interesse per le strade e più attenzione per la ferrovia».Per quanto riguarda la ferrovia, il presidente della Provincia ricorda che: «Noi abbiamo già ricevuto le risorse per l'interramento della ferrovia a Trento, circa un miliardo. Ma potremmo con il Recovery ottenere ulteriori risorse per completare l'investimento per l'elettrificazione della Valsugana nella parte trentina, ovvero per il tratto fra Borgo e Primolano così come il finanziamento per i treni ibridi sempre per la Valsugana».

Per la Val di Non e la Val di Sole sperano invece i progetti che riguardano la riqualificazione della rete idrica per le campagne.Ma le parole del premier Draghi che più hanno colpito il governatore trentino hanno riguardato la volontà di investire sulla parità di genere e i servizi per i giovani.

«L'eguaglianza di genere - rimarca Fugatti - ha detto Draghi che si realizza anche investendo sugli asili nido e le scuole materne e questo mi sembra un messaggio molto importante. Noi abbiamo anche progetti scolastici che potrebbero essere inseriti tra quelli finanziabili con i soldi del Recovery».

Nell'elenco dei 32 progetti ci sono anche nuovi studentati universitari e anche queste sono opere che potrebbero rientrare nella programmazione. Il piano richiede in ogni caso che i progetti siano appaltabili entro il 2026 perché l'obiettivo dell'investimento è anche quello di rimettere in moto l'economia creando subito lavoro.Ieri in Conferenza Stato-Regioni è emersa la divisione tra territori del Nord, che tiravano l'acqua al loro mulino rivendicando il fatto di rappresentare la parte più produttiva del Paese, e quelle del Sud, che invece puntano a queste risorse come occasione di sviluppo.