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TRENTO. Ha 29 anni, ma ne dimostra meno, e un viso d'angelo che nasconde una sorprendente abilità al furto: è la ladruncola che nei giorni scorsi è comparsa davanti al giudice per un episodio accaduto qualche anno fa in città. La giovane donna, di origini straniera e con un vasto curriculum criminale alle spalle, questa volta ha dovuto difendersi dall'accusa di aver sfilato il portafoglio all'automobilista a cui aveva chiesto un passaggio.
Questa è la ricostruzione dei fatti, sulla base della denuncia presentata dalla vittima, un 25enne veneto: l'imputata aveva chiesto di essere accompagnata a casa e lui ha acconsentito, facendola salire in auto.
Durante il percorso, lei avrebbe iniziato un approccio sessuale, scostandosi la maglietta e invitando il ragazzo, che stava guidando, a toccarla. Ha poi preso l'iniziativa, allungando lei le mani sul giovane, accarezzandogli le gambe e l'addome.
Ma non c'era alcun desiderio di intimità in lei: si trattava solo di una trappola per distrarre il conducente. Lei ci è riuscita benissimo, perché ha sfilato il portafoglio dalla tasca dei pantaloni del giovane senza che lui se ne accorgesse. Preso il bottino, con una scusa ha fatto accostare la macchina, ha aperto la portiera e se ne è andata.
L'automobilista si è accorto che mancava il portafoglio solo in un momento successivo e ha presentato denuncia, specificando che l'ammanco è stato di soli 35 euro. Alla giovane donna viene contestato il furto con destrezza. L'imputata, che in questo periodo è detenuta in carcere per altri reati, ha voluto partecipare all'udienza.
L'avvocato Michele Busetti, che la difende, ha chiesto un rinvio per consentire un possibile risarcimento, come condotta riparatoria ai fini dell'estinzione del procedimento. La giovane, del resto, non è nuova a questo tipo di "tecnica" di furto. Ci sono stati casi in cui era finita nei guai per estorsione: alcuni uomini avevano raccontato alle forze dell'ordine di aver dato un passaggio alla giovane, credendola in difficoltà, e poi di essere stati ricattati.
«Se non mi dai tutti i soldi che hai nel portafoglio ti denuncio per violenza sessuale» erano state le parole della ragazza. Le vittime non avevano ceduto alla minaccia e grazie alla loro segnalazione la giovane donna era stata identificata e denunciata. Ha poi preso l'iniziativa, allungando lei le mani sul giovane, accarezzandogli le gambe e l'addome.
Ma non c'era alcun desiderio di intimità in lei: si trattava solo di una trappola per distrarre il conducente. Lei ci è riuscita benissimo, perché ha sfilato il portafoglio dalla tasca dei pantaloni del giovane senza che lui se ne accorgesse. Preso il bottino, con una scusa ha fatto accostare la macchina, ha aperto la portiera e se ne è andata.
L'automobilista si è accorto che mancava il portafoglio solo in un momento successivo e ha presentato denuncia, specificando che l'ammanco è stato di soli 35 euro. Alla giovane donna viene contestato il furto con destrezza. L'imputata, che in questo periodo è detenuta in carcere per altri reati, ha voluto partecipare all'udienza.
L'avvocato Michele Busetti, che la difende, ha chiesto un rinvio per consentire un possibile risarcimento, come condotta riparatoria ai fini dell'estinzione del procedimento. La giovane, del resto, non è nuova a questo tipo di "tecnica" di furto. Ci sono stati casi in cui era finita nei guai per estorsione.
Alcuni uomini avevano raccontato alle forze dell'ordine di aver dato un passaggio alla giovane, credendola in difficoltà, e poi di essere stati ricattati. «Se non mi dai tutti i soldi che hai nel portafoglio ti denuncio per violenza sessuale» erano state le parole della ragazza. Le vittime non avevano ceduto alla minaccia e grazie alla loro segnalazione la giovane donna era stata identificata e denunciata.


