TRENTO. «Giurisprudenza, sei davvero internazionale?». Si apre così la denuncia da parte dell'associazione di rappresentanza studentesca UNITiN sui propri canali social: alla base la mancata erogazione di vari corsi in lingua inglese per l'anno accademico 2026/2027. Oltre al corso di «History of Western Legal Tradition» - «Storia della tradizione legale occidentale», non confermato, in linea con lo scorso anno - rimossi anche «Comparative Legal Systems», alternativa inglese al corso di «Sistemi giuridici comparati» e i corsi di lingua giuridica.

La questione più preoccupante, per i rappresentanti, è proprio legata a questi ultimi: «Un'università che si fa fregio dell'internazionalizzazione non può rimuovere corsi così importanti dall'offerta», ha commentato a riguardo Benedetta Vicinanza, tra le rappresentanti di facoltà di UNITiN. «Non è stato cercato il nostro coinvolgimento nella decisione, è una perdita di crediti universitari e valore dei corsi: come università siamo alti nelle classifiche per internazionalizzazione, il rischio di prendere decisioni simili è quello di destabilizzare il ranking». Resta un tasto dolente il dialogo: «Al consiglio di facoltà ci sono state chiuse in faccia le porte che avrebbero potuto consentire di discuterne, è stata definita come “una decisione ormai presa”», ha concluso Vicinanza.

Anche il resto dei rappresentanti studenteschi, contando su UDU e Azione Universitaria, è sulla stessa linea: «Una decisione criticabile, arrivata in maniera unilaterale, come nel caso degli appelli dedicati ai fuoricorso», ha commentato Lorenzo Bassi, UDU, presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, iscritto alla facoltà di giurisprudenza qui a Trento. «Giurisprudenza è un corso profondamente tradizionale, ancorato a un modello didattico datato. I corsi internazionali esistono, ma l'internazionalizzazione sembra essere, di fatto, uno specchietto per le allodole. Molti arrivano a Trento convinti di trovare un “respiro internazionale”, mentre l'offerta didattica non lo è». Il problema alla radice sembra essere legato a una questione di organico: «In un periodo di definanziamento, anche per mancanza di volontà politica di assumere nuovi docenti, si è costretti a tagliare sui corsi internazionali», ha aggiunto Bassi.

D'accordo anche Vittoria Ducati, rappresentante di facoltà per Azione Universitaria: «Riteniamo sia un gravissimo errore: per una facoltà conosciuta per l'impronta internazionale e comparata, la rimozione di questi corsi è un grande passo indietro». «Non c'è stato un consiglio dove sia stato chiesto il nostro parere, è stata una decisione unilaterale: quando è stato accennato, durante un incontro precedente, ci siamo subito mobilitati», ha aggiunto Ducati. «C'è carenza di docenti che propongono didattica in lingua inglese, ma non può essere una giustificazione per rimuovere i corsi stessi: la facoltà ha tagliato gli accordi con il Centro Linguistico sulla scorta del fatto che sia stata ampliata l'offerta formativa in lingua inglese: una cosa non dovrebbe escludere l'altra. Gli obiettivi, delle due tipologie di corso, sono differenti».

L'anno accademico è già iniziato per Giurisprudenza a Trento e i corsi di linguaggio giuridico, precedentemente proposti, non saranno erogati in inglese, francese e tedesco. L'Università di Trento ha scelto di non commentare a riguardo, in attesa di un incontro con i rappresentanti, fissato per il 23 settembre.