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VERONA. "Purtroppo la richiesta di libertà condizionale di Chico è stata rigettata con una serie di motivazioni assurde e inesistenti. Dobbiamo ricorrere in Cassazione e ci vorrà ancora molto tempo. Non sappiamo più che cosa fare… i tempi massimi sono stati superati da anni… Qualcuno lo odia al punto di volerlo vedere morire in carcere…". Lo dichiara all'Ansa Gianni Forti, zio di Chico Forti, dopo che il Tribunale di sorveglianza di Verona ha respinto la richiesta per la scarcerazione del nipote.
La difesa di Chico Forti
"Leggeremo con attenzione le motivazioni dell'Ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Venezia. L'istanza è stata presentata in quanto supportata da evidenze documentali tali da ritenere a nostro avviso sussistenti i presupposti per la concessione della liberazione condizionale, funzionale ad un reinserimento nella società di Enrico Forti che in 26 anni di detenzione ha sempre dimostrato un corretto comportamento carcerario. Sottoporremo questa convinzione alla valutazione della Corte di Cassazione". Lo dichiara l'avvocato Alessandro Favazza, legale di Chico Forti, commentando l'ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha respinto la richiesta di scarcerazione di Forti.


