TRENTO. Dal 1983 ITEA gestisce 137 alloggi di edilizia popolare in via Filari Longhi a Ravina. Di questi appartamenti, 90 sono di proprietà di ITEA stessa e 47 invece di proprietà del Demanio (Stato) e da allora sono destinati alle famiglie delle forze dell’ordine.

“In riferimento a queste ultime unità di alloggi, per i Corpi della Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri – scrive l’esponente di minoranza – si è venuta a creare una grottesca situazione derivata sostanzialmente da un artificioso caos normativo che nega, solo in Trentino-Alto Adige, agli occupanti il diritto di riscatto della proprietà, come da combinato disposto della legge n. 52 del 1976 e n. 560 del 1993”.

“Infatti dall’entrata in vigore di quest’ultima dal 1994, questi servitori dello Stato sono stati letteralmente bullizzati, ed in continua progressione, dai loro rispettivi Comandi, dal Demanio, dall’ITEA e dalla politica tutta, che aveva recentemente loro promesso interventi legislativi nazionali. Il fatto oggettivo è che tutt’oggi, dopo 30 anni di carteggi, azioni legali, contatti politici ecc. ecc, scandalosamente, non sono riusciti a riscattare i suddetti alloggi, per poter trascorrere in serenità la quiescenza dopo anni di onorato servizio per lo Stato”.

Degasperi prosegue: “La vertenza è tuttora pietosamente pendente innanzi al tribunale ordinario e prossimamente approderà anche presso il Tar. Ma quel che rasenta il grottesco è che proprio in questi ultimi mesi, come non bastasse, gli occupanti dei 47 alloggi demaniali si sono visti recapitare, con tanto di Raccomandata l’invito a lasciare gli appartamenti. Un malcelato quanto iniquo sfratto, che ha gettato nella disperazione 47 famiglie appartenenti alle Forze dell’Ordine”.
 

E interroga il Presidente della Provincia per sapere

  • se i responsabili di ITEA siano a conoscenza dell’annosa vicenda che interessa 47 alloggi da loro gestiti per conto del Demanio e se abbiano proposte/mezzi per intervenire e dare risposte a questi nostri trentini;
  • quali provvedimenti intenda adottare per evitare che queste persone finiscano ingiustamente sfrattate, consentendo loro, come nel resto d’Italia, di riscattare gli alloggi abitati per un’intera vita di servizio.