TRENTO. Ha stupito molti che l'assessora provinciale - e presidente provinciale di Fratelli d'Italia - Francesca Gerosa, dopo aver inutilmente per mesi cercato di fare un incontro con il suo presidente, il Governatore Maurizio Fugatti, nei giorni scorsi abbia incontrato il ministro e leader leghista, Matteo Salvini. Sul piatto anche la questione della vicepresidenza. Ci risponde dal mare, nel Conero.

Assessora, non si è capito quando vi siete visti a Pinzolo nell'albergo del suo collega Roberto Failoni…

«Nei giorni scorsi...»

Resta sul vago…

«Volutamente».

Il suo incontro con il leader leghista lascia però alcuni interrogativi: è stato un chiarimento o un segnale?

«Credo sia stato un incontro importante per il Trentino del futuro e anche per Fratelli d'Italia. È stato un incontro politico, in cui era presente anche il segretario provinciale leghista Diego Binelli».

La vicepresidenza della Provincia che le è stata tolta dal presidente Fugatti è stato uno dei temi dell'incontro?

«Sì, anche».

Salvini che idea ha su questo?

«Non voglio svelare i particolari, ma posso dire che Salvini comunque si è dichiarato persona che rispetta gli accordi, quindi vedremo».

Lei ha avvertito disagio nella Lega per quello che sta succedendo?

«Non entro nelle dinamiche di altri partiti, così come altri non entrano nel mio. È tutta una loro partita che non deve riguardare noi, la coalizione cresce nelle posizioni, nei programmi e quindi le forze politiche vanno avanti e su quelle che saranno le loro decisioni interne, noi stiamo a guardare, comunque da protagonisti. Con Salvini ho ribadito l'importanza dell'unità dei partiti nazionali, insieme a una coalizione allargata alle forze territoriali, questo è chiaro a tutti. Il centrodestra vince se è unito. La coalizione è fatta dai partiti nazionali e dalle rappresentanza territoriali e autonomiste, considerando però che siamo tutti autonomisti, anche noi di Fratelli d'Italia».

Quindi quando Salvini dice che vorrebbe un presidente autonomista anche voi vi sentite coinvolti.

«Certo, ci sentiamo tutti coinvolti. Anche noi di Fratelli d'Italia, che sui territori abbiamo progetti, prospettive che vengono declinate in chiave territoriale e noi siamo tutti autonomisti. Abbiamo fatto in Parlamento la riforma dello Statuto dopo i danni della sinistra. Una riforma avvenuta con il nostro leader Meloni. Siamo stati la forza politica che ha reso possibile un rafforzamento dello Statuto di autonomia».

Avete parlato anche di elezioni?

«Sì, ma delle elezioni provinciali si parla dopo le politiche, è un tema che sta diventando quasi noioso. Quello delle politiche è il primo appuntamento su cui lavorare. Dopo ci si siederà attorno a un tavolo, si farà il punto e vedremo che cosa ci sarà da fare e faremo sintesi per individuare il candidato presidente. Adesso la questione è prematura».

Alle politiche lei ci sarà?

«Nel mio partito siamo abituati a essere a disposizione sempre, al di là di quello che penso. Ma io non chiedo niente, mai».

Ma è sì o no?

«Chissà. È prematuro, ora si lavora in Parlamento alla riforma elettorale e non ci siamo confrontati sulle liste. Quando i tempi saranno maturi, ci si confronterà con tutti i territori e si affronterà il tema, ma vorrei dire che io in Trentino sto bene, l'importante è poter lavorare».

Rispetto al voto, alleanza con Vannacci sì o no?

«Sono decisioni che vengono prese a livello nazionale. Quello che vedo è una forza che attacca costantemente il Governo. Pare di capire che Futuro Nazionale è sempre pronto ad attaccare il Governo, a rivendicare soluzioni che il Governo sta già mettendo in campo e quindi si vedrà come rapportarsi. È comunque un partito di destra e auspico che abbiano quella responsabilità di non avere atteggiamenti che facciano gioco alla sinistra. Chi è di destra non si comporta così».

Ma per le alleanze alle provinciali avrete più libertà di manovra, o no?

«Mancano due anni e mezzo. Il ragionamento è: vediamo come saranno i risultati alle politiche, al di la dei sondaggi. Riprenderemo in mano le cose dopo. Si parlerà tutti insieme. La nostra è una coalizione aperta. Oggi è difficile definire i possibili allargamenti. È troppo presto».

Riassumendo, dunque: con Salvini è stato un incontro positivo?

«È un interlocutore costruttivo, c'è una collaborazione totale e anche schietta. Sono molto soddisfatta: è stato un confronto di qualità e approfondito. Auspico che anche qui, sul territorio, ci si possa confrontare con onestà con le forze politiche, ma di fatto devo dire che con tanti della Lega lavoriamo bene insieme».

Quindi vi sentite dentro il ragionamento fatto da Salvini sulla presidenza della Provincia a un autonomista?

«Assolutamente. Noi abbiamo vissuto la riforma dello Statuto da protagonisti assoluti, tutti i partiti che fanno parte della coalizione possono potenzialmente esprimere un candidato presidente: cosa che tutti faranno e anche noi. Poi tutti insieme ci siederemo attorno a un tavolo e, con buona pace della sinistra, troveremo la sintesi, perché vogliamo governare altri cinque anni».

Il segretario del Patt, Marchiori, però intende gli autonomisti in un'area precisa.

«Il Patt dovrebbe chiedersi prima dove vuole stare, se con noi o con il centrosinistra. Non è il Patt che dà il patentino di autonomisti. Non hanno una certificazione di chi è autonomista e chi non lo è. Noi ci definiamo autonomisti dentro una partito nazionale ed è chiaro ai trentini: non ci facciamo dire quanto siamo autonomisti, anche se siamo dentro una cornice nazionale unitaria».

Quindi, con le posizioni del presidente Fugatti, FdI non si sente messo in un angolo?

«Chi pensa questo non ha contezza su quali sono i nostri rapporti in coalizione e anche sul territorio e noi sappiamo dialogare con tutti e costruire. Chi pensa di metterci in un angolo ha fatto male i conti con la realtà».

Insomma, lei è resiliente, regge le tensioni…

«Che io sia resiliente si sa. Qualcuno lo digerisce, ma non tutti lo sopportano bene».

Quindi in Giunta come va?

«Ho un ottimo rapporto di collaborazione e di confronto. Quando serve tra assessori ci si sente e vicendevolmente c'è un grande spirito di collaborazione tra assessori anche al di là delle riunioni di Giunta. Bisogna guardare avanti. Siamo uniti. Nel confrontarci su alcuni temi c'è grande condivisione. I rapporti funzionano e va ricordato che i partiti nazionali lavorano insieme all'area territoriale. I partiti, dobbiamo ricordare, sono fatti di persone che vivono sui territori, non sono scatole vuote».