PHOTO
TRENTO. Nuova impennata dei carburanti e il Trentino Alto Adige si conferma tra le aree più care d’Italia, con Bolzano e Trento ai vertici della classifica nazionale del gasolio. Secondo i dati rielaborati dall’Unione nazionale consumatori su base Mimit, il diesel ha superato quota 2,1 euro al litro anche fuori dalla rete autostradale, con Bolzano che tocca i 2,102 euro e Trento subito dietro a 2,087. Un livello mai registrato prima sulla rete ordinaria, dopo che nei giorni scorsi il tetto era stato superato solo in autostrada.
Nel dettaglio, il capoluogo altoatesino guida la graduatoria nazionale del gasolio più caro, mentre Trento si piazza al secondo posto, confermando una pressione elevata sui costi per automobilisti e imprese locali. L’aumento nelle ultime 24 ore incide anche sul pieno: +0,40 euro a Bolzano e +0,55 euro a Trento per un rifornimento medio da 50 litri. Un trend che si inserisce in un quadro di rialzi generalizzati lungo tutta la Penisola.
La situazione resta critica anche sul fronte benzina. Bolzano si colloca al secondo posto tra le regioni più care con 1,777 euro al litro, mentre Trento è all’ottavo posto con 1,755 euro. In entrambi i casi si tratta di valori superiori alla media nazionale, con incrementi giornalieri rispettivamente di +0,10 e +0,20 euro per un pieno. Il dato conferma come il territorio trentino altoatesino sia tra i più esposti agli aumenti dei carburanti, sia per il diesel sia per la benzina.
A livello nazionale, il primato del gasolio resta quindi saldamente nelle mani del Trentino Alto Adige, mentre per la benzina è la Basilicata a risultare la più cara. Tra le regioni più virtuose, invece, figurano le Marche per il diesel e il Veneto per la benzina. Ma per chi si muove tra Trento e Bolzano, il quadro è opposto: prezzi ai massimi e rincari continui che incidono in modo diretto sul costo della mobilità quotidiana.


