PHOTO
TRENTO. In poche ore ha collezionato una serie di gravi reati - dall’evasione al furto - e ha pure mandato in ospedale un ispettore di polizia. A due anni e mezzo dagli episodi contestati è arrivato il conto della giustizia: l’imputato, un 35enne di origine sinta, è stato condannato in abbreviato a un anno e 8 mesi di reclusione, a 1.200 euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali. Questa la decisione del giudice Enrico Borrelli, a fronte della richiesta presentata dalla procura di una pena non inferiore a tre anni.
Il giorno in cui avvennero i fatti, il 7 settembre 2023, l’imputato avrebbe dovuto essere nella sua abitazione, a scontare gli arresti domiciliari. Ma da diverse settimane era “irreperibile”: senza alcun tipo di autorizzazione, aveva lasciato casa per farsi un giretto. In altre parole era evaso. Quel giorno, arrivato nei pressi del “Biotopo foci dell’Avisio”, a Lavis, vedendo un’auto parcheggiata e nessuna persona nelle vicinanze, ha rotto il finestrino e portato via un telefono e un portafoglio contenente 100 euro e diverse carte di credito.
Quando il proprietario se ne è accorto, ha denunciato l’accaduto in questura indicando, grazie all’applicazione gps installata sul dispositivo, i punti della città in cui si stava spostando il ladro con il cellulare rubato. Il responsabile del furto, come ha polizia ha scoperto pochi minuti dopo, era lo stesso soggetto che stavano cercando da un mese perché evaso dai domiciliari e destinatario di un ordine di carcerazione. L’auto con a bordo il malintenzionato è stata intercettata in via Pascoli: quando due agenti in borghese hanno intimato lo stop, l’uomo ha premuto sull’acceleratore costringendo un poliziotto a fare un balzo laterale per non essere investito; ha poi proseguito la corsa in direzione dell’ispettore, che pure aveva dovuto scansarsi velocemente nonostante avesse ripetuto più volte “Alt polizia”.
In via Taramelli gli agenti hanno tentato una seconda volta di bloccare l’uomo, mettendo la vettura della questura di traverso in via Pascoli per sbarrare la strada e intimando nuovamente l’ordine di fermarsi. Anche in questo caso l’automobilista, dopo un breve stop, ha ripreso la marcia e ha colpito alla gamba l’ispettore (5 giorni di prognosi). Secondo l’avvocato Giuliano Valer, difensore dell’imputato, questi non aveva compreso che le due persone che gli urlavano di fermarsi erano agenti in borghese.
Al 35enne, che al momento della commissione dei fatti era ricercato per evasione, la procura ha contestato le lesioni aggravate e le tentate lesioni, la resistenza a pubblico ufficiale, il furto. Ieri la sentenza: 20 mesi di reclusione.


