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TRENTO. «L’autonomia del Trentino non è un privilegio recente, ma un percorso di autogoverno radicato in una storia secolare». Il presidente Maurizio Fugatti lo ha sottolineato al Castello del Buonconsiglio, nel convegno «La realtà dell’utopia». La sessione dedicata all’80° anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber ha affrontato la soluzione pacifica della questione sudtirolese e il contributo che questa esperienza può offrire alla convivenza.
Per Fugatti, essere una «terra di mezzo» comporta oggi la responsabilità di rappresentare «un modello vivo di convivenza e diplomazia», anche davanti al conflitto in Ucraina. All’incontro erano presenti Arno Kompatscher, presidente della Regione e della Provincia di Bolzano, e Keith John Pitt, ambasciatore australiano presso la Santa Sede, con gli ambasciatori di Ucraina, Corea del Sud e Giappone.
Kompatscher ha richiamato l’eredità dell’intesa e i tentativi di riprenderne gli elementi negli accordi di Dayton e Minsk. Al centro, la rappresentanza delle diverse comunità negli organi decisionali. In Provincia di Bolzano, ha spiegato, un gruppo linguistico che consideri una decisione dannosa per i propri interessi può chiedere una votazione separata per gruppi e, se il contrasto non si risolve, rivolgersi all’autorità giudiziaria.
A questi strumenti si aggiungono il diritto all’insegnamento nella madrelingua e la tutela della toponomastica. Garanzie che, secondo Kompatscher, consentono di proteggere le minoranze oltre il solo principio di maggioranza: «La nostra autonomia viene osservata nel mondo con enorme interesse come modello di risoluzione dei conflitti».


