TRENTO. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha replicato alle critiche dell'opposizione durante il dibattito sull'assestamento di bilancio, rivendicando i risultati economici del territorio e difendendo le scelte politiche della sua amministrazione. Un assestamento da quasi un miliardo di euro.


Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha replicato alle critiche dell'opposizione durante il dibattito sull'assestamento di bilancio, rivendicando i risultati economici del territorio e difendendo le scelte politiche della sua amministrazione. Un assestamento da quasi un miliardo di euro che segna un record per il Trentino, abituato negli anni passati ad avanzi di circa 350 milioni. Una cifra che per la seconda volta consecutiva tocca queste vette, frutto secondo il presidente delle politiche impostate nella scorsa legislatura.


"Le maggiori entrate sono il frutto del lavoro dei trentini", ha sottolineato Fugatti, citando i dati dell'Ispat che considera più attendibili e precisi di quelli Istat. L'istituto provinciale di statistica lavora infatti su un modello più attento alla situazione locale, con molte più informazioni dirette. I numeri parlano chiaro: 9.000 nuovi occupati, 5.000 disoccupati in meno e un aumento del fatturato delle imprese del 28,5%: "Non abbiamo aumentato le tasse, anzi l'addizionale Irpef ha lasciato 24 milioni nelle tasche dei cittadini", ha precisato il presidente. Una crescita che ha permesso al Trentino – ha spiegato il governatore - di recuperare parte del divario con l'Alto Adige e di superare la media nazionale e del Nord Est.


Il sistema di investimenti pubblici, ha aggiunto Fugatti, "sta lentamente entrando a regime" e i risultati si vedono nelle casse provinciali. Non si tratta di miracoli o slogan, ma di una strategia che ha portato i suoi frutti attraverso un incremento costante dell'occupazione e dei profitti aziendali.


Sul fronte delle opere pubbliche, Fugatti ha respinto le accuse di ritardi e inefficienze mosse dal consigliere Valduga. "Non sono miracoli di Fugatti e non sono slogan", ha dichiarato, ricordando il lavoro dei commissari nominati alla fine del 2021 che, ad eccezione di uno, hanno fatto partire tutti i progetti. Tra i cantieri attivi, ha citato Ravina, pur con le sue difficoltà, la variante di Spini che partirà e i lavori per Pinzolo in fase di avvio. L'unico stop riguarda la Valsugana, dove i comuni hanno cambiato idea sui progetti.


Il presidente ha ammesso i ritardi su alcune opere, ma li ha giustificati con il grande volume di progetti straordinari in corso. "Se dobbiamo mettere a terra 420 milioni delle Olimpiadi, qualcuno lo deve pur fare, e lo si sta facendo con successo", ha dichiarato. A questi si aggiungono le urgenze del Pnrr, come gli acquedotti, affrontate in un anno e mezzo. Progetti che inevitabilmente sottraggono attenzione ad altre opere, ma che rappresentano un vincolo normativo imprescindibile per rispettare il principio della copertura finanziaria. Per Tenna sono stati stanziati i primi 100 milioni per il tracciato Novaledo-Levico, mentre con le prossime finanziarie si copriranno tutti i 320 milioni necessari.


Uno dei temi più dibattuti è stata la scuola a luglio, misura che ha scatenato polemiche. "Non è un effetto nuvola", ha argomentato Fugatti. "La società è cambiata. Una volta c'erano famiglie ampie e diverse da quelle di oggi, la solidarietà nella gestione dei figli non c'è più". Il presidente ha ricordato come vent'anni fa le parrocchie funzionassero diversamente e come oggi chi non può permettersi Grest o campi scuola si trovi in difficoltà. "Tutti d'accordo che i ragazzi debbano stare nella natura, ma abbiamo l'obbligo di costruire percorsi per questi ragazzi", ha spiegato, sottolineando che il volontariato non arriva ovunque e che il sistema adottato per la scuola d'infanzia ha dato risultati positivi.


Sul controverso bonus per il terzo figlio, Fugatti ha parlato di "realismo politico" contro quello che ha definito "benaltrismo" dell'opposizione. "Le misure per il secondo figlio costerebbero almeno il triplo, bisogna essere responsabili e fare quello che si può fare", ha spiegato. Sul primo figlio non pesano le misure finanziarie, diverso per il secondo, ma sul terzo qualche impulso positivo può esserci. Il presidente ha negato categoricamente di aver mai fatto riferimenti etnici o razziali: "Da parte del sottoscritto di etnico e razzista non c'è nulla. La mia è una politica popolare, civica e non certo razzista. Darmi dello xenofobo è sbagliato, anche perché se fosse così i trentini non mi avrebbero confermato per due volte".


Tra i temi secondari affrontati, Fugatti ha parlato delle misure anti-spopolamento, che hanno raccolto 300 domande, e della situazione abitativa. Riurb investirà per la creazione di 60mila metri cubi per 500 alloggi a canone moderato, mentre Rival realizzerà 300 alloggi a canone agevolato in zone periferiche e turistiche. Per Itea, nonostante qualche problema, la Giunta ha stanziato 20 milioni nel 2024 cui si aggiungono ora 18 milioni per 38 alloggi a Riva.


Sulla sanità, settore sempre al centro delle polemiche, il presidente ha voluto precisare: "Aleggia il pensiero che non funziona, ma il trentino medio che esce dalle strutture sanitarie ne esce soddisfatto e confortato". Un riferimento polemico ai tentativi della scorsa legislatura di "buttare la sanità in politica", strategia che "elettoralmente non paga".


Quando Paola Demagri lo ha definito un "ragioniere" nella sua relazione, Fugatti ha replicato: "L'ho preso quasi come un complimento. La caratteristica del ragioniere è quella di avere i piedi per terra per scongiurare il rischio di diventare visionari". Una risposta che fotografa l'approccio pragmatico di un presidente che rivendica risultati concreti in un Trentino che, secondo i suoi dati, cresce più della media nazionale.