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TRENTO. Una fuga ad alta velocità per le strade di Trento, una pistola funzionante gettata dal finestrino e, nei giorni successivi, anche una denuncia ritenuta falsa per cercare di evitare conseguenze. A distanza di mesi, la vicenda si chiude con un aggravamento della misura cautelare per i due uomini coinvolti.
La Polizia Stradale di Trento ha eseguito un'ordinanza di aggravamento degli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trento. I due, che si trovavano già agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni di Bolzano, sono stati accompagnati nel carcere del capoluogo altoatesino per la violazione delle prescrizioni imposte dal giudice.
La vicenda risale allo scorso aprile. Una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Trento aveva deciso di fermare per un controllo una Mercedes con a bordo due uomini, nel territorio comunale di Trento. Il conducente, invece di accostare, aveva accelerato dando vita a una fuga che aveva attraversato le strade trafficate della città per poi proseguire lungo la tangenziale.
Durante l'inseguimento, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, i due avrebbero gettato dal finestrino una pistola a tamburo. L'arma era stata recuperata dagli agenti e sottoposta agli accertamenti: si trattava di una pistola perfettamente funzionante, risultata rubata nel 2014.
La fuga era proseguita fino alla zona di Trento Nord, lungo la Statale del Brennero. Le manovre del conducente avevano impedito agli agenti di mantenere il contatto visivo con la Mercedes, ma i poliziotti erano riusciti ad annotare la targa del veicolo.
Gli accertamenti della Polizia Stradale hanno quindi permesso di risalire ai due uomini, ritenuti responsabili della fuga e del possesso dell'arma rubata. Per entrambi era scattata la misura degli arresti domiciliari a Bolzano, disposta dal Gip del Tribunale di Trento.
Ma la vicenda non si sarebbe fermata qui. Pochi giorni dopo l'inseguimento, uno dei due avrebbe denunciato falsamente il furto della Mercedes alla Questura di Bolzano, secondo quanto riferito dalla Polizia, con l'obiettivo di assicurarsi l'impunità per quanto accaduto.
È anche alla luce della violazione delle prescrizioni della misura cautelare che è arrivato il nuovo provvedimento. I due sono stati quindi trasferiti dalla detenzione domiciliare al carcere di Bolzano, dove sono stati accompagnati dalla Polizia di Stato.


