ROTALIANA. Il Consorzio 5 Comuni fondato nell'ormai lontano 1963, raccoglie 450 soci produttori e 450 ettari di terreno. Un Consorzio che da ieri ha definitivamente concluso il processo di fusione al Consorzio La Trentina.

Nel corso dell'assemblea che si è svolta mercoledì sera, il presidente dei 5 Comuni, Ciro Devigili, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla decisione di unire le forze tra le varie realtà operanti nel Trentino. La nostra cooperativa - ha sottolineato Devigili - ha visto momenti di crescita e di aggregazione vedi la fusione con la Sor e anche momenti più delicati come la fusione nella Cantina di Lavis, terminata nel 2012 con la scissione e successiva costituzione dei 5 Comuni Società Cooperativa Agricola aderente al Consorzio La Trentina assieme ad altre realtà provinciali.

Dal 1° agosto 2015 si è concretizzata la cessione dei rami d'azienda con il conseguente trasferimento del personale dalle singole Cooperative al Consorzio La Trentina. Nel 2017, con l'obiettivo di liquidare a tutti i soci aderenti al Consorzio La Trentina a pari qualità lo stesso prezzo, si è passati alla condivisione di tutti i costi delle Cooperative, compresi gli oneri finanziari.A seguito di queste operazioni, la governance è stata di fatto centralizzata presso il Consorzio La Trentina.

«Il passaggio ad Apot della parte di commercializzazione e promozione intrapreso dalle due socie Consorzio la Trentina e Consorzio Melinda a partire dal 1° agosto 2017, ha rappresentato un punto di svolta importante nell'attività delle due Organizzazioni di Produttori» ha sottolineato Devigili che ha aggiunto. «Dal punto di vista commerciale muoverci sul mercato come una realtà unica insieme a Melinda ci consente di sfruttare interessanti aperture su clienti e nuovi mercati, permettendoci di presentarci come player più completo e competitivo e quindi aumentando la possibilità di valorizzare il nostro prodotto al meglio.Tale organizzazione ha permesso di raggiungere risultati davvero soddisfacenti.

Circa la fusione, Ciro Devigili ha rimarcato come la globalizzazione abbia prodotto una situazione di mercato sempre più complessa, che spinge a trovare accordi fra le realtà, al fine di poter affrontare in maniera decisa e forte il mercato globale.

«Nel corso del 2002, il Consiglio di Amministrazione, il Comitato di Controllo coadiuvato dai tecnici, ha effettuato un'attenta analisi sulla possibile fusione all'interno del Consorzio La Trentina. I risultati delle analisi fatte sulla nuova cooperativa evidenziano innanzitutto la solidità patrimoniale e finanziaria, la possibilità di ottimizzare gli investimenti futuri, lo snellimento delle pratiche amministrativo-contabili con semplificazioni di processo e la conseguente riduzione dei costi».Il presidente ha infine analizzato il ruolo dei Comitati Territoriali. Secondo Devigli danno innanzitutto la possibilità ai soci nelle assemblee territoriali di nominare componenti che si conoscono, «cosa altrimenti molto difficile considerata l'ampiezza del territorio della futura cooperativa».

I Comitati Territoriali diventano poi una palestra per i futuri amministratori che avranno modo di conoscersi e di acquisire competenze sull'organizzazione della nuova cooperativa. «Tra i membri dei Comitati Territoriali verranno quindi scelti i candidati amministratori de La Trentina. La fusione nel Consorzio La Trentina risulta essere per noi amministratori un'azione di responsabilità verso il socio, a tutto vantaggio dell'economicità di gestione e, conseguentemente a garanzia di adeguate remunerazioni ai soci anche in previsione di annate meno favorevoli dal punto di vista commerciale.

Penso che i soci fondatori abbiano avuto visione e coraggio a unirsi per essere più forti e per permetterci di vivere di agricoltura e nel nostro caso di frutticoltura. Adesso anche noi siamo chiamati a scelte coraggiose per far sì che le nuove generazioni possano continuare a fare questo lavoro.Sicuramente la fusione non rappresenta il risultato, ma una tappa del percorso intrapreso dal 2015» ha concluso il presidente..