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TRENTO. Non parte sotto i migliori auspici l'iter congressuale di Fratelli d'Italia per l'elezione del presidente provinciale, dopo l'anno travagliato sotto la guida del deputato bolzanino, Alessandro Urzì, in cui si è acuìto lo scontro interno con i parlamentari trentini del partito, Alessia Ambrosi e Andrea de Bertoldi, che proprio il congresso avrebbe dovuto aiutare a superare. Si rischia infatti un congresso di rottura.
L'accelerazione impressa a sorpresa dallo stesso Urzì per fissare il congresso il 17 febbraio (si terrà all'Itas Forum di Trento alle 10), quindi tra soli quindici giorni, puntando su un candidato sconosciuto, Alessandro Iurlaro, che viene proposto come unitario, è stata infatti accolta dai deputati trentini come un blitz pensato per cercare di non lasciare loro il tempo di organizzare una contromossa. È evidente, infatti, che il nome di Iurlaro, iscritto al partito dal 2020 e nominato l'anno scorso da Urzì segretario organizzativo, venga considerato vicino al commissario e alla vicepresidente della Provincia, Francesca Gerosa, con cui ha buoni rapporti, e non viene visto come una figura di garanzia per tutti, come lui invece si propone, se non altro per la debolezza che gli viene imputata per il fatto di essere privo di esperienza politica attiva.
Il deputato Andrea de Bertoldi lo dice chiaramente, senza nominarlo, che a suo modo di vedere Iurlaro non corrisponde all'identikit di presidente di cui Fratelli d'Italia ha bisogno in Trentino: «Per quanto mi riguarda, proprio per rispetto per Fratelli d'Italia, ritengo che il presidente del primo partito del Paese e il secondo in Trentino, che esprime la presidente del Consiglio, debba essere una figura autorevole, con una larga esperienza politica e amministrativa».
L'onorevole de Bertoldi in questo fine settimana si confronterà con i consiglieri provinciali e i rappresentanti istituzionali e dei circoli a livello locale per sondare il terreno e capire se tra gli iscritti e i notabili del partito - il regolamento congressuale richiede infatti che la candidatura sia sostenuta sia da iscritti semplici che qualificati - può riuscire a raccogliere un sufficiente sostegno (ma l'elenco degli iscritti lo conosce solo Urzì) per sfidare, con la candidatura alternativa della collega Alessia Ambrosi, il nome di Iurlaro.
«Urzì ha convocato in fretta e furia il congresso, quando da mesi lo stavamo chiedendo - sostiene de Bertoldi - pensando di prenderci in contropiede. Ma conoscendo il suo modo di fare politica posso dire che eravamo pronti».
E proprio oggi a Trento era presente per un incontro in Camera di commercio, il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, che conosce bene la realtà trentina per essere stato commissario del partito prima di Urzì. A Urso de Bertoldi e Ambrosi sono molto vicini. E Uso ha detto poco, in maniera vaga: «Al partito, per una figura che lo guidi, dico di pensare in grande» la sintesi dell’ex commissario.
Intanto il commissario Alessandro Urzì, esprime soddisfazione per la candidatura Iurlaro: «Avremo bisogno di un presidente super partes ed equidistante, capace di rappresentare tutte le anime del partito. Sono contento che come ho sempre detto il Trentino esca dalla fase commissariale per gestire la crescita oggettiva del partito ed il suo consolidamento con un presidente sempre presente (da parlamentare ho sofferto moltissimo per l'impossibilità di essere presente fisicamente come invece deve fare 7 giorni su 7 un presidente di partito). Sono molto contento dell'aria positiva che colgo e auspico una candidatura unitaria. Iurlaro è un operativo, molto concreto, che ha messo insieme sempre le persone, presente nel partito e discreto».


