TRENTO. Le vecchie rivalità del ciclismo italiano continuano a far discutere. A riaccendere il confronto è Francesco Moser, che è tornato a parlare del rapporto mai semplice con Giuseppe «Beppe» Saronni, storico avversario sulle strade delle grandi corse. Ospite della trasmissione «Un Giorno da Pecora» su Rai Radio1, il campione trentino non ha risparmiato critiche all'ex rivale, accusandolo di mantenere ancora oggi un atteggiamento polemico.

«Noi non siamo mai andati d'accordo e continuiamo a non andarci nemmeno oggi», ha dichiarato Moser, chiamato a confrontare il proprio rapporto con Saronni con quello tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. Il ciclista ha spiegato che, nonostante in passato ci siano stati momenti di frequentazione anche al di fuori delle competizioni, le tensioni non si sono mai del tutto risolte.

«L'ho anche invitato a casa, abbiamo fatto dei pranzi e pedalato insieme», ha raccontato, prima di contestare alcune dichiarazioni dell'ex corridore. «Non so se gli ha dato di volta il cervello, ma si è messo a fare dichiarazioni di ogni tipo». Tra le questioni ancora aperte c'è anche la polemica sul Giro d'Italia: secondo quanto riferito da Moser, Saronni avrebbe sostenuto di aver subito un torto nella corsa rosa. «Ha detto che gli ho rubato un Giro d'Italia, ma le classifiche mica le faccio io», ha replicato.

Il confronto tra i due appartiene a una delle rivalità più celebri dello sport italiano. Tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta, Moser e Saronni furono protagonisti di una stagione che segnò profondamente il ciclismo nazionale, dividendone appassionati e tifosi. Due campioni con caratteristiche e percorsi differenti, spesso contrapposti dai risultati e dal racconto sportivo dell'epoca.

Nel corso dell'intervista, Moser ha allargato il discorso alla politica, commentando il confronto tra i leader dei principali schieramenti. Sollecitato sul paragone tra i protagonisti della politica e i corridori, ha espresso un giudizio critico nei confronti di Schlein, sostenendo che la segretaria del Partito democratico sia «capace solo di andare contro». Ha inoltre affermato di non ritenere che il precedente governo abbia ottenuto risultati migliori rispetto all'attuale esecutivo.

Parole positive, invece, per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Parlando delle differenze tra la premier e Roberto Vannacci, Moser ha osservato che si tratta di posizioni distinte: a suo giudizio, Meloni deve occuparsi delle responsabilità di governo, mentre Vannacci insiste sulle criticità del Paese. Alla domanda se sarebbe disposto a «tirare la volata» alla presidente del Consiglio, ha risposto senza esitazioni: «Sì, certamente».

In chiusura, spazio alla vita quotidiana e alla bicicletta, compagna di una carriera che ha messo a dura prova il fisico. Oggi Moser preferisce la pedalata assistita, senza rinunciare alle salite impegnative. «Il mio fisico l'ho già strapazzato abbastanza», ha spiegato, raccontando di aver affrontato recentemente il Monte Bondone, con i suoi 18 chilometri di ascesa.

L'ex campione ha difeso anche la scelta della bici elettrica, spesso considerata meno faticosa rispetto a quella tradizionale. «Credetemi, si può faticare anche così», ha precisato, ricordando quanto sia impegnativo affrontare una salita di quel tipo con una bicicletta muscolare.