TRENTO. Dopo due anni caratterizzati dall'incertezza e dalle chiusure imposte dalla pandemia, anche la scuola trentina riapre i battenti in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico, con nuovi e stringenti protocolli di sicurezza per il corpo docente e il personale tecnico ed amministrativo, chiamato a dotarsi della certificazione verde per accedere agli istituti provinciali.

I primi insegnanti sono tornati a prendere possesso degli spazi per la didattica in presenza nella mattina di mercoledì 1 settembre, per le prime convocazioni dei collegi docenti e delle riunioni di dipartimento.

Ogni istituto si è organizzato con modalità diverse, fermo restando l'obbligo di controllo del Green pass all'ingresso.

Nell'Istituto tecnico tecnologico «Buonarroti» di Trento, che conta poco meno di duecento insegnanti, a fronte di oltre 1.650 studenti, l'organizzazione dei lavori stabilita dalla dirigente scolastica Laura Zoller prevedeva la partecipazione in forma ibrida alle riunioni di programmazione, con il 50% dei docenti in presenza su prenotazione. Il restante 50% si è connesso in videoconferenza, secondo una prassi ormai entrata ormai entrata in uso a pieno titolo nel mondo scolastico.

«Abbiamo registrato un afflusso molto ordinato nell'istituto - ci ha spiegato la dirigente - e tutti i docenti in presenza avevano il Green pass valido, salvo due eccezioni, che, non avendo ancora ottenuto la documentazione, hanno portato unicamente il certificato di vaccinazione, e sono quindi stati invitati a ripresentarsi dopo aver effettuato il tampone rapido. All'ingresso, alcuni collaboratori di segreteria hanno controllato l'effettiva validità delle certificazioni mediante l'applicazione del Governo (VerificaC19). Le prime impressioni, in ogni caso sono positive, e nessuno sembra aver polemizzato sull'obbligo».

Ad ogni modo, la perplessità sull'effettiva validità del sistema di controlli all'ingresso rimane, soprattutto per il numero considerevole di lavoratori da controllare.

«Ci auguriamo - ha ammesso Zoller - che il modello cambi entro il 13 settembre, altrimenti difficilmente riusciremo a iniziare le lezioni secondo l'orario consueto. Con i controlli attuali non possiamo sapere se il docente è vaccinato o solo dotato di tampone negativo. Temo che se non verrà permesso l'accesso ai dati sanitari di riferimento, come ammesso anche dal Garante della privacy, ci si porrà un grosso problema, dato che disponiamo di cinque diversi ingressi e solo dodici incaricati ai controlli».

La procedura in caso di mancata ottemperanza, invece, è ben definita, e prevede l'immediato allontanamento dall'istituto del docente o dell'impiegato, e la richiesta di regolarizzazione, con la sospensione ingiustificata prorogabile per quattro giorni. Dal quinto giorno si avvia il procedimento disciplinare e la sospensione senza stipendio.

«Ho lanciato un appello alla responsabilità individuale - ha concluso Zoller - e mi auguro che non vi sia la necessità di applicare queste procedure. Iniziamo un anno con un certo ottimismo, perché disponiamo di un arma in più contro i contagi. Fortunatamente, mi hanno confermato che la vaccinazione procede a grandi passi anche tra gli studenti, soprattutto grazie alla spinta delle società sportive, che non permettono l'accesso agli impianti agli atleti privi di Green pass».