PHOTO
TRENTO. Ridurre i costi per chi vuole diventare insegnante e alleggerire il percorso di formazione iniziale. È questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata dalla consigliera provinciale di minoranza Lucia Coppola, che chiede alla Giunta provinciale di valutare l’abolizione della tassa di abilitazione all’esercizio della professione per i docenti.
Dall’anno accademico 2023/2024 sono stati introdotti i nuovi corsi abilitanti da 60 e 30 crediti formativi universitari per la formazione iniziale degli insegnanti, previsti dal Dpcm del 4 agosto 2023 in attuazione del decreto legislativo 59 del 2017. I percorsi sono attivi anche presso l’Università di Trento e hanno richiamato numerosi docenti precari interessati a ottenere l’abilitazione e a stabilizzare la propria posizione nel sistema scolastico.
Secondo Coppola, il percorso comporta diversi costi per i partecipanti. Oltre alla retta universitaria, durante l’iter sono previste ulteriori spese amministrative e bolli, tra cui quelli per il pagamento delle rate, l’iscrizione all’esame abilitante e la tassa per l’abilitazione all’esercizio della professione. Per il percorso da 60 crediti il costo complessivo può arrivare a circa 2.800 euro.
L’interrogazione propone quindi di eliminare almeno la tassa di abilitazione, che dal primo gennaio 2025 ammonta a 96 euro in provincia di Trento. La consigliera ricorda che altre regioni italiane, tra cui Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna, hanno già abolito questo contributo e invita la Provincia a valutare una scelta analoga per ridurre gli oneri a carico di chi decide di intraprendere la professione docente.


