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TRENTO. Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre la Freedom Flotilla, diretta verso Gaza con aiuti umanitari, è stata intercettata in acque internazionali dall’esercito israeliano. Tra le navi abbordate, secondo quanto riferito dalla Freedom Flotilla Coalition, anche la Conscience, a bordo della quale si trova il medico roveretano Riccardo Corradini.
Il padre, Corrado Corradini, ha reso noto che da alcune ore non ci sono più comunicazioni con i membri dell’equipaggio. «Come accaduto nei giorni scorsi con le imbarcazioni già sequestrate – ha scritto in una nota – passeranno molte ore prima di poter avere notizie. Assieme a tante persone e organizzazioni stiamo sollecitando l’intervento della Farnesina per la liberazione degli equipaggi».
Secondo il comunicato diffuso dalla Freedom Flotilla Coalition, le navi – otto barche a vela e la Conscience – sarebbero state «attaccate e sequestrate» alle 4:34 del mattino, a circa 120 miglia nautiche (220 chilometri) da Gaza, in un’area dove Israele non ha giurisdizione. A bordo si trovavano medici, infermieri, giornalisti, parlamentari e attivisti internazionali. Le 18 tonnellate di aiuti umanitari destinate agli ospedali di Gaza – medicinali, apparecchiature respiratorie e alimenti – sarebbero state confiscate.
«Israele non ha alcuna autorità legale per detenere volontari internazionali a bordo di navi civili umanitarie – ha dichiarato David Heap, membro della Canadian Boat to Gaza e del comitato di coordinamento della Freedom Flotilla Coalition –. Questo sequestro viola apertamente il diritto internazionale e sfida le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia, che impongono un accesso umanitario senza ostacoli a Gaza».


