PHOTO
TRENTO. “Chi ‘rimane’ in Cristo diventa uomo e donna di movimento perché intraprende il viaggio dell’incontro con l’altro e sperimenta nell’uscire da sé l’ossigeno della vita. Rimanete in questo amore e sarete preti di movimento, di quel vero muoversi che è proprio di Cristo!”. È una voce appassionata e a tratti commossa quella dell’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, nel rivolgersi ai seminaristi trentini Filippo Zanetti 27 anni, Federico Mattivi 26 anni e al brasiliano Valdinei Alves da Silva, religioso stimmatino di 37 anni, poco prima di imporre la mani sul loro capo, nel momento più intenso dell’ordinazione presbiterale.
Una grande festa, quella vissuta nelle due ore e mezza della Messa di ordinazione in cattedrale a Trento nel pomeriggio di oggi, sabato 13 settembre. Due vescovi emeriti concelebranti (monsignor Luigi Bressan e il missionario Mariano Manzana), 130 preti sul presbiterio per abbracciare i neo confratelli e navate piene di fedeli: i famigliari degli ordinati (compresa la mamma di Valdinei giunta dal Brasile), i sindaci e tanti rappresentanti dei paesi nativi di Darzo (Filippo) e Pergine (Federico) e delle comunità in cui hanno svolto servizio diaconale, Mori e Villazzano-Povo. Ma anche le delegazioni dei luoghi in cui hanno fatto formazione, come i giovani della Caritas di Senigallia e del Sermig di Torino.
L’omelia dell’arcivescovo Lauro si è aperta con le parole del Vangelo: “Come il Padre ha amato me anch’io ho amato voi”. Da subito monsignor Tisi ha ricordato che l’amore non è frutto dello sforzo umano, ma dono che viene da Dio. “Non si tratta di un sentimento vago, ha sottolineato l’Arcivescovo, ma di un volto concreto: quello di Cristo, che nella sua umanità ha introdotto un amore gratuito, capace di arrivare fino alla fine, di chiamare “amico” persino chi tradisce”. Questo per monsignor Tisi fa dire che “c’è ancora futuro per il mondo anche in un tempo segnato da violenza, odio e vendetta”.
Il vescovo ha rivolto un appello alle comunità: mentre vivono la gioia di questi fratelli che si donano, sono chiamate a riscoprire “la bellezza del convocarsi, del frequentare la Parola, la bellezza di questi gesti sacramentali che contengono l’elisir di lunga vita, contengono futuro”. È urgente, ha insistito l’Arcivescovo, “alzare la qualità della frequentazione della Parola, alzare la qualità del nostro celebrare domenicale”, per poter generare uomini e donne disposti al servizio del Regno.
Domenica 14 settembre i tre nuovi preti celebreranno la loro prima Messa nelle rispettive comunità di origine o d’adozione: don Filippo Zanetti nella chiesa parrocchiale di Darzo alle ore 10.30, don Federico Mattivi nella chiesa parrocchiale di Pergine Valsugana alle ore 15, padre Valdinei Alves da Silva a Trento nella chiesa dello Sposalizio alle ore 10.
I nuovi preti diocesani Federico e Filippo continueranno il loro ministero nelle comunità dove hanno prestato servizio come diaconi, rispettivamente a Povo-Villazzano e a Mori. Il religioso Valdinei è stato invece destinato a Roma, nella parrocchia di Santa Croce al Flaminio, affidata alla cura pastorale dei Bertoniani e dove seguirà l’oratorio.


