TRENTO. Giovanni Donzelli li ha lasciati parlare per oltre tre ore e ha preso nota. Ma alla fine il segretario organizzativo di Fratelli d'Italia, arrivato ieri da Roma apposta per vederci chiaro, ha messo in riga tutti: dalla presidente provinciale del partito, Francesca Gerosa, sollecitata a coinvolgere ed ascoltare di più militanti e dirigenti, ma anche la minoranza, capeggiata da Cristian Zanetti, e Katia Rossato, che si sono esposti pubblicamente contestando la guida del partito e sollecitando una correzione di rotta. Zanetti sarebbe stato bacchettato da Donzelli anche per la chat con frasi antisemite, pubblicata da «Domani» qualche mese fa, mettendo in difficoltà il partito a livello nazionale.

In ballo ora ci sono le elezioni politiche l'anno prossimo - e poi le Provinciali nel 2028 - e dunque Fratelli d'Italia, che è il primo partito del centrodestra, non può permettersi di perdersi in queste beghe interne, ma nemmeno di perdere altri pezzi - come c'è sentore - in favore di Vannacci. Questo è il punto.

Al termine dell'incontro, molto partecipato, con il coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia e gli amministratori locali, lo stesso Donzelli ha deciso che Gerosa, insieme al consigliere provinciale Daniele Biada, ai due deputati Alessandro Urzì e Alessia Ambrosi e il rappresentante della minoranza Zanetti, quest'ultimo non troppo entusiasta, stilassero insieme il breve comunicato sull'esito del confronto in cui si dice: «Ne è uscito uno schietto dibattito che ha prodotto una rinnovata unità di intenti e la volontà da parte di tutti di un maggior confronto, coinvolgimento e disponibilità di tutte le diverse peculiarità personali».

Rossato al termine non appariva troppo convinta che le cose potranno cambiare, ma quello che voleva dire l'ha detto e così si limita a commentare: «Chi vivrà vedrà». Il marito, il consigliere comunale di Trento, Daniele Dematté, che è stato tra i primi a prendere la parola, si è detto dispiaciuto per il fatto che sia stato detto che le critiche alla gestione del partito venivano da chi ha già un piede fuori per andare con Vannacci. «Questo non è vero» ha ribadito al termine.

Ma proprio l'ombra di Vannacci ha aleggiato nel corso del dibattito in vista delle prossime elezioni politiche. Giacomo Bezzi, che fa parte del coordinamento di FdI, ha avvertito Donzelli del rischio di perdere i collegi uninominali di Camera e Senato, visto che qui ci saranno ancora, se ci sarà la concorrenza dei candidati di Futuro Nazionale, fuori dalla coalizione di centrodestra. Se questo sarà lo scenario secondo Bezzi l'unico collegio sicuro per il centrodestra sarebbe quello del Senato della Valsugana che Fratelli d'Italia dovrebbe cercare di strappare alla Lega (l'altra volta qui fu eletta Elena Testor). Prima dell'inizio dell'incontro, che si è tenuto all'Hotel Sporting di Trento, Donzelli aveva incontrato i giornalisti escludendo l'ipotesi di commissariamento del partito, come aveva chiesto Zanetti, perché, ha detto: «Normalmente quando si svolge un congresso salvo cose clamorose e gravi è difficile che il partito nazionale possa andare contro alle scelte di un partito del territorio orgoglioso della sua autonomia». Poi sul fatto che Rossato non era stata subito integrata del direttivo provinciale ha detto che è stato dovuto «a motivi burocratici», anche se poi nell'incontro ha richiamato Gerosa su questo. E sulle beghe interne ha osservato: «Non siamo una caserma, è normale che ci siano ambizioni e questioni personali».