TRENTO. Crescono anche in provincia di Trento i debiti contratti dalle famiglie per finanziare consumi e spese, ma il livello di esposizione rimane tra i più bassi d’Italia. Nel 2025 il credito al consumo complessivamente acceso presso banche e finanziarie dai nuclei trentini ha raggiunto 1,1126 miliardi di euro, contro 1,0508 miliardi dell’anno precedente: un incremento di 61,8 milioni, pari al 5,9%.

A fotografare la situazione è l’Ufficio studi della CGIA, sulla base dei dati di Banca d’Italia e Istat. Rapportando l’esposizione al numero delle famiglie, in provincia di Trento il debito al consumo medio si attesta a 4.524 euro per nucleo. Un valore nettamente inferiore alla media italiana, che raggiunge i 6.657 euro, e che colloca il Trentino al 105° posto su 107 province nella graduatoria ordinata dalla maggiore alla minore esposizione. Soltanto Sondrio, con 4.400 euro, e Bolzano, con 3.106, presentano valori inferiori.

Il dato trentino assume ancora maggiore rilievo nel confronto nazionale. Nel 2025 il credito al consumo delle famiglie italiane ha sfiorato complessivamente i 178 miliardi di euro, con un aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Il Trentino-Alto Adige, con una media di 3.824 euro per famiglia, risulta la regione con l’esposizione più contenuta d’Italia, nonostante una crescita annua del 5,7%.

Il ricorso ai finanziamenti serve soprattutto a sostenere spese impreviste o acquisti di beni durevoli, dall’automobile agli elettrodomestici. A pesare è anche il costo del denaro: secondo la CGIA, il Taeg medio sul credito al consumo, dopo essersi mantenuto attorno al 10% negli ultimi due anni, a luglio 2026 è salito al 10,38%. Un aumento che si traduce in rate più elevate e in un maggiore costo complessivo dei finanziamenti.