PHOTO
TRENTO. Un funzionario della Provincia autonoma di Trento dovrà risarcire all'ente oltre 12 mila euro per aver utilizzato falsi Green Pass durante la pandemia e aver continuato a percepire lo stipendio nel periodo in cui presentava certificazioni non valide.
La condanna arriva dalla Corte dei conti di Trento, con la sentenza numero 56 del 2026, che ha accolto le richieste avanzate dalla Procura regionale. Il conto complessivo ammonta a 12.133,04 euro.
La parte più consistente del risarcimento, pari a 10.133,04 euro, riguarda gli stipendi percepiti dal dipendente nel periodo in cui ha svolto la propria attività lavorativa presentando i falsi certificati. A questa somma si aggiungono 2.000 euro per il danno d'immagine arrecato all'amministrazione provinciale.
La vicenda era già approdata sul piano penale, con una condanna divenuta definitiva che aveva accertato la falsità dei certificati. Proprio il successivo passaggio in giudicato della condanna, accompagnato dall'eco mediatica della vicenda, è stato alla base della contestazione relativa al danno d'immagine nei confronti della Provincia.
Il caso si inserisce in un procedimento più ampio che ha coinvolto diversi dipendenti pubblici in Trentino-Alto Adige nell'ambito delle indagini sui falsi tamponi e sui certificati Covid non regolari. Tra le persone coinvolte figurano anche appartenenti alle forze di polizia, docenti della Provincia di Trento e un dipendente dell'Università.
Sul fronte contabile, nei mesi scorsi la Procura regionale aveva citato in giudizio anche due insegnanti. In quel caso il procedimento si è chiuso con il risarcimento spontaneo del danno da parte dei diretti interessati, per un importo complessivo di quasi 9.300 euro.
La vicenda non è però ancora conclusa. A breve saranno discusse in giudizio le posizioni di altri quattro dipendenti pubblici, per i quali la Procura regionale contesta complessivamente un danno di circa 34 mila euro.
La Corte dei conti è dunque chiamata a valutare, caso per caso, le conseguenze patrimoniali derivanti dall'utilizzo di certificazioni false da parte dei dipendenti pubblici, distinguendo il danno legato alle somme percepite da quello, ulteriore, arrecato all'immagine delle amministrazioni di appartenenza.


