TRENTO. Il truffatore seriale, condannato in via definitiva a sei anni per associazione a delinquere per aver convinto centinaia di trentini a investire in (inesistenti) miniere di diamanti, ha provato a giocare anche l'ultima carta, quella dell'indulto. Dopo il no della Cassazione alla revisione della sentenza della Corte d'appello di Trento, l'imputato ha chiesto la cancellazione della pena, secondo quanto prevede la legge sull'indulto, sostenendo che parte delle truffe a lui contestate sono state commesse prima del 2 maggio 2006.

Vero è che l'attività criminale di cui l'uomo deve rispondere copre un arco temporale abbastanza vasto, che va dal 2005 al 2012. Secondo i suoi legali ciò gli varrebbe "uno sconto" sui 6 anni di carcere. Ma il reato associativo non può essere "scomposto" in più reati, perché ha carattere unitario. «Conseguentemente, il provvedimento di clemenza non può essere applicato quando la permanenza del reato si protragga oltre il termine di efficacia del beneficio stabilito dalla medesima legge» specificano gli Ermellini. Niente indulto, quindi.

Il truffatore, oggi 62enne, nato in Svizzera ma residente in Italia, ha tentato il possibile per evitare il carcere, ma non è riuscito a centrare l'obiettivo. Meglio gli era andata quando, assieme ad altri complici (tre sono stati condannati per associazione), era riuscito a farsi consegnare denaro da investitori convinti di ottenere lauti guadagni attraverso l'acquisto di pacchetti azionari di società quali la E-Forex e la Mineral Corporation, che operavano nei campi più diversi: le valute, le miniere in Africa, persino i topicidi. Ma di oro e diamanti non se ne sono visti.

Le vendite spesso avvenivano coinvolgendo amici e parenti in un affare che prometteva rendimenti del 6% il primo anno, 8% il secondo, 10% dal terzo in avanti. I venditori erano persone conosciute nella comunità e stimate, e agivano forse convinte che il prodotto fosse buono. Le parti civili costituite nel procedimento penale erano state circa 150 per complessivi 10 milioni di euro di danni.