TRENTO. Sospettato di aver copiato all'esame di teoria, un automobilista dovrà rifare i quiz. La comunicazione della polizia stradale è chiara: la patente è di rivedere, in applicazione della norma del Codice della strada che prevede la revisione discrezionale del documento in caso di dubbi sui requisiti fisici e psichici o anche sull'idoneità tecnica. Secondo la polizia stradale, la prova teorica superata dal candidato presso la Motorizzazione di Trento potrebbe non essere genuina: l'uomo avrebbe avuto un suggeritore.

Dunque la patente sarebbe stata da lui ottenuta «in assenza di una sufficiente conoscenza delle regole del Codice della strada», «circostanza che creerebbe serio pregiudizio per la sicurezza della circolazione e l'incolumità degli altri utenti della strada». C'è in corso un'indagine proprio su quella sessione d'esame e alcuni candidati sono stati denunciati proprio per aver utilizzato dispositivi non consentiti, che erano anche stati sequestrati.

Come ricostruito, un'associazione procurava e sistemava sotto i vestiti dei candidati micro-telecamere collegate ad un modem video ed un modem audio che dialogava via bluetooth con un micro-auricolare: attraverso tale sistema un suggeritore esterno poteva vedere le immagini dei quiz e riferiva al candidato le risposte esatte. Analizzando il traffico telefonico originato dai codici Imei degli apparecchi e dalle schede sim, risultava collegata con i dispositivi dell'organizzazione anche l'utenza telefonica intestata all'uomo contattato dalla Motorizzazione per rifare i quiz.

L'automobilista si è opposto all'atto di revisione della patente, evidenziando che non c'è alcun procedimento penale a suo carico, ma il Tar ha ritenuto infondato il ricorso. «Il provvedimento di revisione della patente di guida - spiegano i giudici amministrativi - si connota per la sua natura cautelare e preventiva, e non sanzionatoria o punitiva, funzionale a garantire la sicurezza della circolazione stradale».