TRENTO. Ergastolo per David Dallago, per l’omicidio di Fausto Iob. La Corte d’Assise di Trento ha pronunciato questa sera la sentenza: colpevole.

E’ l’epilogo di un processo tutto indiziario, basato sulle prove raccolta dal pm, nei confronti di un imputato che si è sempre detto innocente.

Un processo al termine del quale manca l'arma del delitto, che non è stata mai individuata con precisione. Invece l'accusa è sicura e si basa sul movente. Non sono state trovate tracce di sangue di Fausto Iob sui vestiti, sugli attrezzi, sui mezzi sequestrati all'imputato, ma la procura e le parti civili insistono sulla macchia sul sedile posteriore, lato passeggero, della Kia di David Dallago. Nell'auto sono emersi profili genetici misti, in cui è stato possibile risalire al Dna della vittima, tuttavia per la scienza - come era emerso nell'udienza dell'8 novembre scorso - non è possibile dimostrare che siano tracce ematiche o altro liquido biologico, ad esempio sudore della vittima.

Ci sono i litri di candeggina acquistati dall'imputato il pomeriggio del 3 giugno 2022 (la scomparsa di Iob, per gli inquirenti, risale al mattino, attorno alle 11), ed è stato accertato che Dallago in quei giorni era andato più volte al Crm a gettare materiale di vario tipo: atteggiamenti, che secondo i carabinieri dimostrerebbero la volontà di nascondere possibili prove del delitto.

Tanti indizi, tanti «tasselli di un mosaico» come ha detto nella discussione la pubblica accusa che ha chiesto l'ergastolo per Dallago. Ma non c'era la "pistola fumante" e sono rimasti fino alla fine gli interrogativi ed i dubbi.

Dallago si è sempre detto innocente.

Il custode forestale Fausto Iob, 59 anni, era una persona ben voluta, riservata, conosciuta per il singolare rapporto di "amicizia" con l'orso Baloo di San Romedio, di cui si prendeva cura. Era un uomo sportivo, come hanno ricordato in aula le persone a lui vicine: difficile comprendere perché non si sia difeso. Eppure sul suo corpo non sono state trovate ferite riconducibili ad un tentativo di reazione. L'ipotesi è che sia stato sorpreso alle spalle, che sia stato vittima - per usare le parole degli avvocati di parte civile - di «un'aggressione vigliacca».

Sono diciotto le lesioni sul suo corpo, 17 al capo ed una al padiglione auricolare, causate da «un oggetto rotondo del diametro di 4 centimetri», forse uno "zappino", uno degli strumenti in uso ai custodi forestali. L'arma del delitto, cercata anche nel lago di Santa Giustina, non è mai stata trovata, così come risulta scomparso il "martelletto" con cui la vittima segnava le piante da tagliare.

Fausto Iob, che sarebbe stato aggredito la mattina del 3 giugno 2022 nel cantiere boschivo a Banco di Sanzeno, non è morto per le ferite alla testa, ma per asfissia dovuta ad annegamento. Il suo corpo venne trovato nel lago di Santa Giustina il pomeriggio del 5 giugno, una domenica.

David Dallago, boscaiolo che lo stesso Iob aveva presentato all'amministrazione comunale per il lavoro delle "sorti", era stato arrestato il 20 giugno con l'accusa di omicidio pluriaggravato e di furto di legname. Per l'accusa il movente è relativo proprio al furto: Iob, il giorno prima di scomparire, aveva scoperto Dallago con un carico di legna rubata.