MONTECCHIO PRECALCINO. «Era un figlio meraviglioso, pieno di vita. Un ragazzo solare, lucido, con tutta la vita davanti». Le parole di Maurizio Cortese raccontano meglio di qualsiasi ricostruzione il dramma che ha travolto la famiglia di Leonardo Cortese, il 19enne trentino morto nel tardo pomeriggio di lunedì 3 agosto nella piscina Bluplanet 4.0 di Montecchio Precalcino, in provincia di Vicenza. «Gli dicevo sempre: "Mi raccomando Leo, sii sempre l'angelo custode di tua sorella". E ora lo sarà davvero», aggiunge il padre, con la voce spezzata dal dolore.

Mentre la famiglia piange un ragazzo con tutta la vita davanti, proseguono le indagini della Procura di Vicenza. Gli inquirenti hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza dell'impianto, che documentano gli ultimi istanti prima della tragedia.

Secondo quanto ricostruito finora, Leonardo Cortese si era immerso in acqua insieme a un amico durante un momento di svago. Il giovane, però, non è più riemerso. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.

L'inchiesta dovrà chiarire le cause del decesso. Nelle prossime ore sarà eseguita l'autopsia, che dovrà stabilire se il ragazzo sia morto per annegamento oppure se all'origine della tragedia vi siano stati un malore improvviso, un'embolia o altre complicanze. Nel frattempo i carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e valutando ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti. Non si escludono eventuali iscrizioni nel registro degli indagati come atto dovuto in vista degli accertamenti irripetibili. La piscina è rimasta chiusa in segno di lutto e vicinanza alla famiglia.

Con la voce rotta, Maurizio Cortese racconta di aver dovuto interrompere il soggiorno in Austria per rientrare immediatamente dopo aver appreso la notizia. «Era appena tornato da un Interrail per cui era stato selezionato. Era partito con alcuni amici storici per festeggiare la maturità. Avevano visitato Monaco, Berlino, Amsterdam, Lussemburgo e Parigi. Davanti a lui c'era tutto».

Leonardo Cortese si era diplomato a luglio al Liceo scientifico Galileo Galilei di Trento, dove aveva frequentato l'indirizzo di Scienze applicate. Cresciuto nel capoluogo, viveva con il padre e la sorella Nirupa, di tre anni più grande. Immenso anche il dolore della madre, Sarah. Appassionato di scienze e chimica, aveva già effettuato la preiscrizione alla Facoltà di Fisica dell'Università di Trento.

Oltre allo studio, Leonardo Cortese coltivava molte passioni. Negli ultimi anni si era dedicato al rugby, all'arrampicata e alla palestra. Per diverso tempo aveva inoltre fatto parte del gruppo scout Cngei, costruendo legami profondi con tanti amici.

Rientrato dal viaggio in Europa, aveva deciso di trascorrere due giorni nella casa in Veneto del suo migliore amico. «Dovevano fermarsi domenica e lunedì. Poi sarebbero ripartiti per un giro in barca a vela alle Isole Incoronate. Era il terzo anno che lo faceva», ricorda Maurizio Cortese. Un futuro pieno di sogni e progetti che si è spezzato in pochi drammatici istanti.